Io voglio la guerra,
soldato signore,
io voglio la guerra, le bombe, e tutto ciò che serve
il fuoco, le cose per aria, per aria!
Tutto per aria,
soldato signore,
io voglio la guerra, capisci,
è come un grande gioco
nasci perso, capisci? capisci?
Una guerra in silenzio,
soldato signore,
dove ci si spara con una sigaretta in bocca
dopo un istante salta in aria
tutto quello che si tocca,
e questa è la guerra che amo; signore.
Questa è la guerra,
soldato signore,
questa è la guerra,
e ci tocca cantarne come cicale
la sera e la notte mentre il cielo ci ammira
e mentre sei nel silenzio
che tutto sembra guardarti e fissarti
in questo transfert della coscienza e del silenzio
dove in un disumano niente in cui tutto cerca un po' di calore,
o una mano con ancora dietro un corpo; signore.
Non so,
soldato signore,
proprio non so,
di sfuggita guardo le persone
e di nascosto le uccido
ma loro non lo sanno,
è il mio piccolo segreto terribile
e solo tu, solo tu lo sai;
mi creda signor soldato
la guerra mi spazzerà via
perché tutto ciò che amo
con un giorno di ritardo arriva e arriverà,
così quando sarò vecchio,
un giorno morirò,
il giorno dopo troverò l'amore,
il giorno dopo ancora
su di me, calerà un sipario di pace.
27 February 2012
24 February 2012
L'Arte
Voglio un'artista che mi faccia amare la vita
voglio un'arte, che me la faccia amare
voglio un qualcosa cui delegare
la disperata speranza di farla finita.
voglio un'arte, che me la faccia amare
voglio un qualcosa cui delegare
la disperata speranza di farla finita.
L'Organo
Se è vero che il mondo urla primavera
se è vero che l'aria mi parla di felicità
se è vero che gli occhi che mi fissano
sembrano avidi di un mio pensiero felice
o di un sorriso
se è vero che cadesse il cielo
ho questa cosa che mi lacera i respiri;
senza via di scampo ti tengo in mano
senza nulla da poter urlare, ti tengo in mano
anche se non devo, anche se non posso,
anche se ho dei morsi che mi vanno fino all'osso,
io ti tengo in mano
e quel qualcosa palpitante, sanguinante
il gigantesco organo che soffia sangue
dalle sue mille caldaie spente.
Tutta la mia mistica ha del macabro
tutta la mia smania di riflettere
raccoglie fiumi d'orrore;
la mia stessa bocca mangia e mangia
e sono un mostro di mandibole e sangue
oscena obesità, teatro di disgusto;
la platea si svuota e io magicamente
resto sempre solo, sul palco,
è mezzo pomeriggio e non ho niente da fare
mi siedo dove sono e le mie mani cercano,
trovo nei capelli la risposta a quel momento
ma non è questo che può salvarmi la vita;
non è questo che basta a far tacere un uomo
non basterà mai, non basterà mai
per chi ha l'atroce idiozia di vergognarsi per una mancata scelta
per una parola sbagliata, per una speranza disattesa
per una speranza inventata o una memoria fraintesa.
se è vero che l'aria mi parla di felicità
se è vero che gli occhi che mi fissano
sembrano avidi di un mio pensiero felice
o di un sorriso
se è vero che cadesse il cielo
ho questa cosa che mi lacera i respiri;
senza via di scampo ti tengo in mano
senza nulla da poter urlare, ti tengo in mano
anche se non devo, anche se non posso,
anche se ho dei morsi che mi vanno fino all'osso,
io ti tengo in mano
e quel qualcosa palpitante, sanguinante
il gigantesco organo che soffia sangue
dalle sue mille caldaie spente.
Tutta la mia mistica ha del macabro
tutta la mia smania di riflettere
raccoglie fiumi d'orrore;
la mia stessa bocca mangia e mangia
e sono un mostro di mandibole e sangue
oscena obesità, teatro di disgusto;
la platea si svuota e io magicamente
resto sempre solo, sul palco,
è mezzo pomeriggio e non ho niente da fare
mi siedo dove sono e le mie mani cercano,
trovo nei capelli la risposta a quel momento
ma non è questo che può salvarmi la vita;
non è questo che basta a far tacere un uomo
non basterà mai, non basterà mai
per chi ha l'atroce idiozia di vergognarsi per una mancata scelta
per una parola sbagliata, per una speranza disattesa
per una speranza inventata o una memoria fraintesa.
17 February 2012
Orchidea
Suoni discordanti
alti e bassi, saliscendi
rapide colline di salti e cadute
rapidi bagliori di lontane vedute;
resto a guardare cercando di fermare
a qualche punto il tuo cammino
attorno ai mille cerchi lungo il filo di un'orchidea.
Resterei a guardarla crescere,
il fiore non è che l'ultimo dei problemi dell'aria
le foglie sono l'unica anima del mondo
e le radici sono la sostanza del cosmo.
alti e bassi, saliscendi
rapide colline di salti e cadute
rapidi bagliori di lontane vedute;
resto a guardare cercando di fermare
a qualche punto il tuo cammino
attorno ai mille cerchi lungo il filo di un'orchidea.
Resterei a guardarla crescere,
il fiore non è che l'ultimo dei problemi dell'aria
le foglie sono l'unica anima del mondo
e le radici sono la sostanza del cosmo.
14 February 2012
Dialogue Between A Man And A Pelican
O my heart
fails within a humming leaf
light sped in thick autumn air;
and thinks in deep despair
in deep oceans and deep thoughts
on deep eyebrows standing on the cliffs
standing on the cliffs
O my heart.
O shy space
is difficult to fly on you
and to cut you through
making seamless leaps so as not to seem
so alone,
an untamed shadow has fell on me
she said - redeem - and I redeemed
but nothing changed
I saw the man
and all of my dream
tight in my embrace
vanished in a gleam
O shy space.
O you man,
man who stands alone
man who believes in feathers, but not in flight
man who believes in war, but not in fight
man who thinks some flowers would never bloom
man who waits for winter tight into his cocoon
and the cocoon will break apart
steady as you fall
your wings will open, they'll be your art
man who believes in greatness, but lives within the small
O you man.
O my dear
my muse, my butterfly, my man,
listen to the words of, hardly said, a pelican
I'll swallow you through if you leap on me
I'll fall along with you if you try my wings
I'm one and one with you since you have not tried
I'm ready to the fall if you so far have lied.
fails within a humming leaf
light sped in thick autumn air;
and thinks in deep despair
in deep oceans and deep thoughts
on deep eyebrows standing on the cliffs
standing on the cliffs
O my heart.
O shy space
is difficult to fly on you
and to cut you through
making seamless leaps so as not to seem
so alone,
an untamed shadow has fell on me
she said - redeem - and I redeemed
but nothing changed
I saw the man
and all of my dream
tight in my embrace
vanished in a gleam
O shy space.
O you man,
man who stands alone
man who believes in feathers, but not in flight
man who believes in war, but not in fight
man who thinks some flowers would never bloom
man who waits for winter tight into his cocoon
and the cocoon will break apart
steady as you fall
your wings will open, they'll be your art
man who believes in greatness, but lives within the small
O you man.
O my dear
my muse, my butterfly, my man,
listen to the words of, hardly said, a pelican
I'll swallow you through if you leap on me
I'll fall along with you if you try my wings
I'm one and one with you since you have not tried
I'm ready to the fall if you so far have lied.
06 February 2012
Richiami
A due mani scrivo nella sabbia di due differenti spiagge
con due volti e due metà di me, disegno.
Vedi, vedi, tutto si può capire
tutto si può spiegare
oltre un velo d'astio un velo d'odio
dove un volto vede oblio io vedo la memoria.
La memoria, con un occhio la perdono,
con l'altro la condanno,
io sono le lenti cui vedo attraverso,
cui mi appoggio per attendere il riverbero
e per sperare finalmente in una qualche alba,
ma l'occhio con cui vedo
è quello che condanna
e mentre guardo il vetro
l'occhio mio si appanna.
Quando mi parlo mi sento un padre,
che narra di sé stesso a qualcuno di inferiore
di più piccolo, minuto, fragile, minore,
quando mi parlo so, di dovere ascoltare,
anche se so già quello che so dire
quando chiudo gli occhi trovo sempre cose nuove;
quando mi parlo ogni tanto mi perdo
le parole vanno a morire come onde sulla sabbia
e io steso con loro, da loro mi lascio lambire.
Laggiù chissà, verso Est, forse c'è un'isola solitaria
e mi basta concedermi quell'attimo di visione
per sentire a pieni polmoni il richiamo dell'Eden
per strappare note acute all'orchestra dei miei pensieri
e qualche stecca spessa e greve mi si posa sui respiri
mi opprime, mi spegne.
Senza alcun valore
ogni cosa,
ogni cosa,
trascuro all'improvviso e poi dimentico di tutto
torno con le mani tese a disegnar nel quasi asciutto
mi guardo attorno e come un lontano temporale
il richiamo è sempre qui, così sincero, così banale,
e lo racconto al mare, che mi ascolta col suo flutto.
con due volti e due metà di me, disegno.
Vedi, vedi, tutto si può capire
tutto si può spiegare
oltre un velo d'astio un velo d'odio
dove un volto vede oblio io vedo la memoria.
La memoria, con un occhio la perdono,
con l'altro la condanno,
io sono le lenti cui vedo attraverso,
cui mi appoggio per attendere il riverbero
e per sperare finalmente in una qualche alba,
ma l'occhio con cui vedo
è quello che condanna
e mentre guardo il vetro
l'occhio mio si appanna.
Quando mi parlo mi sento un padre,
che narra di sé stesso a qualcuno di inferiore
di più piccolo, minuto, fragile, minore,
quando mi parlo so, di dovere ascoltare,
anche se so già quello che so dire
quando chiudo gli occhi trovo sempre cose nuove;
quando mi parlo ogni tanto mi perdo
le parole vanno a morire come onde sulla sabbia
e io steso con loro, da loro mi lascio lambire.
Laggiù chissà, verso Est, forse c'è un'isola solitaria
e mi basta concedermi quell'attimo di visione
per sentire a pieni polmoni il richiamo dell'Eden
per strappare note acute all'orchestra dei miei pensieri
e qualche stecca spessa e greve mi si posa sui respiri
mi opprime, mi spegne.
Senza alcun valore
ogni cosa,
ogni cosa,
trascuro all'improvviso e poi dimentico di tutto
torno con le mani tese a disegnar nel quasi asciutto
mi guardo attorno e come un lontano temporale
il richiamo è sempre qui, così sincero, così banale,
e lo racconto al mare, che mi ascolta col suo flutto.
02 February 2012
Infanzia
Infanzia perduta
tempo sprecato
infanzia bruciata
tempo gettato
un sasso dopo l'altro tutti i sassi in fondo al fiume
i sassi nelle tasche verso l'alto come piume
i corsi della gioia dall'infanzia verso il cielo
volano di corsa e l'uno e l'altro van perduti
infanzia perduta
infanzia perduta
quando mai grattando il quadro stinto
ciò che resta del mio mondo che ho ritratto che ho dipinto
ho divorato vernice e tutta quella che ho potuto
ma vecchio ospite di una casa di vecchi ho sui capelli un cielo finto
e nulla a parte l'acqua che mi fissi dal suo stesso fondo
perché tutto è perduto il tempo è passato
rimasto a guardarsi nel suo specchio profondo
complesso come l'animo del suo tiepido assassino
io vecchio, io mortale, io morto, io bambino.
Infanzia sciacquata
infanzia perduta
tempo sfumato
infanzia rovinata
istinti sovrapposti come fogli di grafite
mi strappano dal cuore lunghe lacrime infinite
infiniti sovraesposti come enormi tele bianche
stese al vento di febbraio come reti per uccelli
un frullo d'ali ed è tutto finito e tutto finto ancora una volta
simbologie distanti come vecchie bibbie mai aperte
eppure ancora qui, trovo sempre gli stessi fiumi
trovo sempre i stessi colori, gli stessi suoni, gli stessi profumi,
la mano dietro i quadri è sempre la stessa,
nonostante tutto questo tempo, i sassi continuano a pesare
le foglie morte si aggrappano ai rami ancora vivi
le ostinate eriche terranno su i declivi,
e io nelle mie tasche covo cumuli di sabbia
si schiuderanno un giorno mentre in pieno volo
nuoterò nell'aria sopra l'acqua che riflette
dai miei piedi in su, omettendo il resto
io bianco e nero, io grigio, buiopesto.
Infanzia di immagini
infanzia sparpagliata
tempo di fermarsi
infanzia, distaccata,
la vittima mortale, altar sacrificale, in onore del successo
mettendomi nei panni del boia di me stesso,
invoco il dio del fiume col rituale che si spiega
ma già ai miei piedi vedo un altro me che annega
le mani che si stringono e le ginocchia tese, in quei momenti bui,
le cose che mi sfuggono da sempre e verso il mai
la vita che si svolge con una solennità di lino
ed io che ancora amo attraverso il cuore di un bambino;
senza terra e senza cielo ma una gravità feroce
che mi preme senza sosta e senza quasi direzione
con le mani dentro il petto e che mi pulsa e mi sconvolge
mentre il filo della vita riluttante si riavvolge
per lasciarmi respirare appena prima di morire
perché il dio del fiume vuole e non gli si può sfuggire
perché il dio del fiume chiama e a lui non si reclama
perché i sassi nelle tasche fanno parte della trama,
sospeso ai margini di una ragnatela immensa
di una infinita solitudine ma piena di sorrisi di persone rare
persone schiave, persone schive, che mi rifiuto di baciare
quindi chiudo le mie mani e mi concentro a respirare
io mi chiudo, lui si volta, lei scompare.
Infanzia nulla,
infanzia vuota,
il tempo culla,
l'infanzia nuota
ma in fiumi così cupi che non oserò guardarli
mi fermo ai loro bordi come in sonno ad osservarli
col distacco di chi vede tutto il meglio dissiparsi
nel caldo che la neve per disciogliersi ama darsi;
mai in fiumi così neri ho versato i miei orrori d'inchiostro
le mie ansie e i miei infiniti risentimenti, i miei vuoti, i miei lamenti,
eppure l'acqua scorre nera e non è mai per colpa mia
ho dato fondo ai miei simboli e alle mie complessità,
ma per sciogliere quel fiume serve un morto a metà,
e la metà che muore è sempre quella giusta
quel poco che gli basta, al dio del fiume, per saziare la sua nera fame,
per dire a chi rimane questo è quello che vi tocca
io foresta, io notte, io rosa nella bocca.
Infanzia perduta,
infanzia sperata,
tempo di vetro,
infanzia disperata,
crisalidi rigonfie di sinistri presagi, di sogni randagi,
infestano i miei luoghi ameni, un tempo sacri, adesso insani
con tutte quelle mani che setacciano i tuoi seni
alla ricerca di uno scoglio su cui spegnere il destino
di una nave troppo a lungo tra le mani di un bambino,
il tuono ha preso forma e gli ha distrutto via di mano
tutto quello che non era, quel bambino: un capitano,
e lo lascia lì nel fiume, nel silenzio, ad osservare
dove torna dopotutto anche quell'acqua, anche quel mare,
e dove torna, per finire, anche la fine di ogni cosa
un vecchio nuota sopra al fiume in quell'aria quasi nebbia
con le tasche vaporose di una vaporosa sabbia,
un vecchio che si ferma a braccia chiuse e schiena curva,
sorridendo i suoi silenzi come mille conclusioni
che una dopo l'altra cadono a martello sopra i miei pensieri,
strappandomi di dosso i miei adesso e i miei domani - ieri.
Infanzia scampata,
infanzia scordata,
infanzia mutata,
infanzia sparita.
tempo sprecato
infanzia bruciata
tempo gettato
un sasso dopo l'altro tutti i sassi in fondo al fiume
i sassi nelle tasche verso l'alto come piume
i corsi della gioia dall'infanzia verso il cielo
volano di corsa e l'uno e l'altro van perduti
infanzia perduta
infanzia perduta
quando mai grattando il quadro stinto
ciò che resta del mio mondo che ho ritratto che ho dipinto
ho divorato vernice e tutta quella che ho potuto
ma vecchio ospite di una casa di vecchi ho sui capelli un cielo finto
e nulla a parte l'acqua che mi fissi dal suo stesso fondo
perché tutto è perduto il tempo è passato
rimasto a guardarsi nel suo specchio profondo
complesso come l'animo del suo tiepido assassino
io vecchio, io mortale, io morto, io bambino.
Infanzia sciacquata
infanzia perduta
tempo sfumato
infanzia rovinata
istinti sovrapposti come fogli di grafite
mi strappano dal cuore lunghe lacrime infinite
infiniti sovraesposti come enormi tele bianche
stese al vento di febbraio come reti per uccelli
un frullo d'ali ed è tutto finito e tutto finto ancora una volta
simbologie distanti come vecchie bibbie mai aperte
eppure ancora qui, trovo sempre gli stessi fiumi
trovo sempre i stessi colori, gli stessi suoni, gli stessi profumi,
la mano dietro i quadri è sempre la stessa,
nonostante tutto questo tempo, i sassi continuano a pesare
le foglie morte si aggrappano ai rami ancora vivi
le ostinate eriche terranno su i declivi,
e io nelle mie tasche covo cumuli di sabbia
si schiuderanno un giorno mentre in pieno volo
nuoterò nell'aria sopra l'acqua che riflette
dai miei piedi in su, omettendo il resto
io bianco e nero, io grigio, buiopesto.
Infanzia di immagini
infanzia sparpagliata
tempo di fermarsi
infanzia, distaccata,
la vittima mortale, altar sacrificale, in onore del successo
mettendomi nei panni del boia di me stesso,
invoco il dio del fiume col rituale che si spiega
ma già ai miei piedi vedo un altro me che annega
le mani che si stringono e le ginocchia tese, in quei momenti bui,
le cose che mi sfuggono da sempre e verso il mai
la vita che si svolge con una solennità di lino
ed io che ancora amo attraverso il cuore di un bambino;
senza terra e senza cielo ma una gravità feroce
che mi preme senza sosta e senza quasi direzione
con le mani dentro il petto e che mi pulsa e mi sconvolge
mentre il filo della vita riluttante si riavvolge
per lasciarmi respirare appena prima di morire
perché il dio del fiume vuole e non gli si può sfuggire
perché il dio del fiume chiama e a lui non si reclama
perché i sassi nelle tasche fanno parte della trama,
sospeso ai margini di una ragnatela immensa
di una infinita solitudine ma piena di sorrisi di persone rare
persone schiave, persone schive, che mi rifiuto di baciare
quindi chiudo le mie mani e mi concentro a respirare
io mi chiudo, lui si volta, lei scompare.
Infanzia nulla,
infanzia vuota,
il tempo culla,
l'infanzia nuota
ma in fiumi così cupi che non oserò guardarli
mi fermo ai loro bordi come in sonno ad osservarli
col distacco di chi vede tutto il meglio dissiparsi
nel caldo che la neve per disciogliersi ama darsi;
mai in fiumi così neri ho versato i miei orrori d'inchiostro
le mie ansie e i miei infiniti risentimenti, i miei vuoti, i miei lamenti,
eppure l'acqua scorre nera e non è mai per colpa mia
ho dato fondo ai miei simboli e alle mie complessità,
ma per sciogliere quel fiume serve un morto a metà,
e la metà che muore è sempre quella giusta
quel poco che gli basta, al dio del fiume, per saziare la sua nera fame,
per dire a chi rimane questo è quello che vi tocca
io foresta, io notte, io rosa nella bocca.
Infanzia perduta,
infanzia sperata,
tempo di vetro,
infanzia disperata,
crisalidi rigonfie di sinistri presagi, di sogni randagi,
infestano i miei luoghi ameni, un tempo sacri, adesso insani
con tutte quelle mani che setacciano i tuoi seni
alla ricerca di uno scoglio su cui spegnere il destino
di una nave troppo a lungo tra le mani di un bambino,
il tuono ha preso forma e gli ha distrutto via di mano
tutto quello che non era, quel bambino: un capitano,
e lo lascia lì nel fiume, nel silenzio, ad osservare
dove torna dopotutto anche quell'acqua, anche quel mare,
e dove torna, per finire, anche la fine di ogni cosa
un vecchio nuota sopra al fiume in quell'aria quasi nebbia
con le tasche vaporose di una vaporosa sabbia,
un vecchio che si ferma a braccia chiuse e schiena curva,
sorridendo i suoi silenzi come mille conclusioni
che una dopo l'altra cadono a martello sopra i miei pensieri,
strappandomi di dosso i miei adesso e i miei domani - ieri.
Infanzia scampata,
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infanzia mutata,
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29 January 2012
L'Albero Che Brucia
Un albero vive i suoi fiumi
scavando con le proprie mani
nella nuda terra la sua nera fossa
un albero che brucia nella neve fitta
un mare grigio cielo
cade neve assieme a cenere,
e ogni tanto un bel lapillo
corre a carezzare
qualche faccia di bambino
che lo guarda mentre brucia.
Un albero trascorre la sua vita
in un battito di ciglia
ogni foglia che cade
ha appena il tempo di soffrire
per la sua perduta figlia,
il suo sottile filo
corre teso nella neve
l'orizzonte si assottiglia
i fiocchi coprono il cotone
come cupole di gelo
e l'albero che brucia
c'è troppa neve in questo cielo.
scavando con le proprie mani
nella nuda terra la sua nera fossa
un albero che brucia nella neve fitta
un mare grigio cielo
cade neve assieme a cenere,
e ogni tanto un bel lapillo
corre a carezzare
qualche faccia di bambino
che lo guarda mentre brucia.
Un albero trascorre la sua vita
in un battito di ciglia
ogni foglia che cade
ha appena il tempo di soffrire
per la sua perduta figlia,
il suo sottile filo
corre teso nella neve
l'orizzonte si assottiglia
i fiocchi coprono il cotone
come cupole di gelo
e l'albero che brucia
c'è troppa neve in questo cielo.
22 January 2012
Momento Di
Mi è venuto un momento di felicità
ed è stato come morire,
per quel rapido momento.
Mi è venuta la mia crisi di complessità
ed è stato come morire,
comunque senza scampo, la fine.
Ogni momento che mi viene
è come uno sguardo fisso
nell'infinito inesaurito vuoto.
ed è stato come morire,
per quel rapido momento.
Mi è venuta la mia crisi di complessità
ed è stato come morire,
comunque senza scampo, la fine.
Ogni momento che mi viene
è come uno sguardo fisso
nell'infinito inesaurito vuoto.
21 January 2012
La Piccolezza Della Terra
Quant'è piccola la terra;
certe dolci primavere
son tornate con dolcezza,
solo a farsi rivedere.
Certe altre sono tristi
come sempre, d'altro lato
di un vetro sottile
o un cosmo sbagliato
corrono i silenzi
come voglie sparse dal vento d'Aprile
ragazze senza nome
si fanno catturare con un sorriso spettrale
ma il loro riso è triste
come se ci fosse sempre qualcosa sotto
qualcosa più a fondo
e io non ho più speranza, di sapere cos'è.
Certe volte mi guardano
certe altre sorridono, perfino
certe altre mi dicono
"sei solo un bambino".
Un bimbo che legge, certo,
e sa cos'è una driade
e mai come quelle notti
sotto quegli sguardi, ha avuto paura del buio.
Sarò
sarò
sarò
più severo del silenzio dopo un tuono
e sarò
sarò
sarò
più solenne che potrò.
certe dolci primavere
son tornate con dolcezza,
solo a farsi rivedere.
Certe altre sono tristi
come sempre, d'altro lato
di un vetro sottile
o un cosmo sbagliato
corrono i silenzi
come voglie sparse dal vento d'Aprile
ragazze senza nome
si fanno catturare con un sorriso spettrale
ma il loro riso è triste
come se ci fosse sempre qualcosa sotto
qualcosa più a fondo
e io non ho più speranza, di sapere cos'è.
Certe volte mi guardano
certe altre sorridono, perfino
certe altre mi dicono
"sei solo un bambino".
Un bimbo che legge, certo,
e sa cos'è una driade
e mai come quelle notti
sotto quegli sguardi, ha avuto paura del buio.
Sarò
sarò
sarò
più severo del silenzio dopo un tuono
e sarò
sarò
sarò
più solenne che potrò.
18 January 2012
Legno Fragile A Deriva
Non guardo il mare
da vent'anni.
Da vent'anni ho gli occhi di sabbia
le mani scosse come tuoni
da frenetiche manie di rabbia;
un oceano dentro cui non vedo
dentro cui non cerco
le risposte alle disarmonie divine
perché quando guardo il mare
vedo prossima la fine.
Vedo prossima la fine
a ciel sereno, piccola nuvola
sul vacuo inespressivo blu.
Legno fragile a deriva
sulle spine del mio regno:
castelli di sabbia, quasi viva.
da vent'anni.
Da vent'anni ho gli occhi di sabbia
le mani scosse come tuoni
da frenetiche manie di rabbia;
un oceano dentro cui non vedo
dentro cui non cerco
le risposte alle disarmonie divine
perché quando guardo il mare
vedo prossima la fine.
Vedo prossima la fine
a ciel sereno, piccola nuvola
sul vacuo inespressivo blu.
Legno fragile a deriva
sulle spine del mio regno:
castelli di sabbia, quasi viva.
A Me Le Mie Strade
Effimero riflesso pallido
lasciami adesso se mai mi lascerai
o coprimi di addii
per non lasciarmi mai.
Residuo levigato del mio cuore duro
arido pulviscolo che cerchi le mie vie
lasciami fuggire o rubami le strade
ma lasciami la voglia di percorrere le mie.
lasciami adesso se mai mi lascerai
o coprimi di addii
per non lasciarmi mai.
Residuo levigato del mio cuore duro
arido pulviscolo che cerchi le mie vie
lasciami fuggire o rubami le strade
ma lasciami la voglia di percorrere le mie.
25 - La Dolcezza (Carezza)
Dolce silenzio
dolce parola
amara la prole del volto che vuole
dolce la sete
dolce da bere
sottile la sera sul viso che spera
dolci le luci
dolci silenzi
dolci le labbra percorse da luci
la notte che tace negli occhi di brace
tacendo le foglie e le cose perdute
perché nessuno vuol sentire
un futuro appena appena
più amaro del reale
facendolo sembrare
una vacua parodia del normale.
dolce parola
amara la prole del volto che vuole
dolce la sete
dolce da bere
sottile la sera sul viso che spera
dolci le luci
dolci silenzi
dolci le labbra percorse da luci
la notte che tace negli occhi di brace
tacendo le foglie e le cose perdute
perché nessuno vuol sentire
un futuro appena appena
più amaro del reale
facendolo sembrare
una vacua parodia del normale.
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50 Carezze
17 January 2012
Dicembre
Dicembre
con tutti i suoi caduti
e tutte le sue foglie
è morto come muore un dio.
Dicembre
lasciandosi alle spalle
un cumulo avvizzito
di lapidi e stendardi
è partito ed è scomparso
per la fine e per la vita
dopo avermi preso ed arso
tra le sue mani, tra le sue dita.
Dicembre
come un genio malvagio
ha stretto tra le braccia
più clessidre che poteva
poi guardando ciò che amava
disfarsi in un oceano di sabbia
ha chiuso gli occhi,
in religioso silenzio
e ha sorriso
il suo enigmatico dolore.
con tutti i suoi caduti
e tutte le sue foglie
è morto come muore un dio.
Dicembre
lasciandosi alle spalle
un cumulo avvizzito
di lapidi e stendardi
è partito ed è scomparso
per la fine e per la vita
dopo avermi preso ed arso
tra le sue mani, tra le sue dita.
Dicembre
come un genio malvagio
ha stretto tra le braccia
più clessidre che poteva
poi guardando ciò che amava
disfarsi in un oceano di sabbia
ha chiuso gli occhi,
in religioso silenzio
e ha sorriso
il suo enigmatico dolore.
19 December 2011
Barren Song
The trees have grown
no more,
belown the gown of sem
their faithless lifeless spots
to deserts turned at once.
A point blank death
came walking all along
this futile barren thing
is burning like a sting;
what for you wrote a song
my barren lord
of Silent Walls.
Have I seen nothing for too long?
The barren song have written I?
These well-damp eyes
drowning in a face
of dead-dark dye
barren songs is all we have.
no more,
belown the gown of sem
their faithless lifeless spots
to deserts turned at once.
A point blank death
came walking all along
this futile barren thing
is burning like a sting;
what for you wrote a song
my barren lord
of Silent Walls.
Have I seen nothing for too long?
The barren song have written I?
These well-damp eyes
drowning in a face
of dead-dark dye
barren songs is all we have.
Verità Ed Orrore
Niente da opporre,
nulla da obiettare
lo spirito del sole
è sceso fino a me,
zero
incensi da bruciare
palazzi da disfare
nei cieli bianchi sparsi
sentieri da tracciare
ma
albero d'inchiostro
punizione dell'inverno
mi cade nelle ossa
come l'ombra di uno stormo
di corvi.
Un tremito in silenzio
si posa a cingermi
di verità ed orrore.
nulla da obiettare
lo spirito del sole
è sceso fino a me,
zero
incensi da bruciare
palazzi da disfare
nei cieli bianchi sparsi
sentieri da tracciare
ma
albero d'inchiostro
punizione dell'inverno
mi cade nelle ossa
come l'ombra di uno stormo
di corvi.
Un tremito in silenzio
si posa a cingermi
di verità ed orrore.
12 December 2011
Rostri
Sono bordate d'oro e porpora
le stelle.
Lunghi rostri di fumo acre,
e fiumi d'odio.
Non è questa la pioggia che mi purificherà
non è che un assaggio,
di una stretta ben più livida
cadono le stelle
ma la volta resta gravida
raccolgo il mio pugno di cenere e me ne vado
raccolgo il mio pugno di cenere e me ne vado.
Raccolgo il mio pugno di cenere
e sono ancora qui,
la pioggia che martella
e l'odio che ruscella
sono piantato nel suolo come una lancia
le mie radici di ferro sono nel cielo
nel cielo
e nulla e nessuno bacerà la mia ruggine
nulla e nessuno coglierà la mia polvere
nulla e nessuno
il mio pugno di cenere.
Poche lame di ruvida luce
ogni cosa detesto
e ogni cosa mi è invisa
piove in silenzio
ogni cosa d'odio intrisa
ogni cosa d'odio impressa
come lacrime scolpite su una statua di ferro.
Chiedo come possa tutto questo avere luogo
nessuno mi risponde.
Chiedo come possa tutto questo avere nome
mi risponde un'ombra
senza dirmi il suo,
mi guarda e maledice
mi vede e mi capisce.
le stelle.
Lunghi rostri di fumo acre,
e fiumi d'odio.
Non è questa la pioggia che mi purificherà
non è che un assaggio,
di una stretta ben più livida
cadono le stelle
ma la volta resta gravida
raccolgo il mio pugno di cenere e me ne vado
raccolgo il mio pugno di cenere e me ne vado.
Raccolgo il mio pugno di cenere
e sono ancora qui,
la pioggia che martella
e l'odio che ruscella
sono piantato nel suolo come una lancia
le mie radici di ferro sono nel cielo
nel cielo
e nulla e nessuno bacerà la mia ruggine
nulla e nessuno coglierà la mia polvere
nulla e nessuno
il mio pugno di cenere.
Poche lame di ruvida luce
ogni cosa detesto
e ogni cosa mi è invisa
piove in silenzio
ogni cosa d'odio intrisa
ogni cosa d'odio impressa
come lacrime scolpite su una statua di ferro.
Chiedo come possa tutto questo avere luogo
nessuno mi risponde.
Chiedo come possa tutto questo avere nome
mi risponde un'ombra
senza dirmi il suo,
mi guarda e maledice
mi vede e mi capisce.
07 December 2011
Qualcosa Di Bello
Cuore contro cuore
due cuori aperti
addio, addio,
ogni infine è una testa stretta al petto
come la tua.
Ogni fine è una testa stretta al petto
le mani nei capelli
come la tua.
Amo guardare questa scena di completezza
questo paradosso, una guglia di compiutezza
dove tutto torna e si ricongiunge
quando vedo qualcosa di bello.
Tutto questo è un assurdo
tutto questo è, anche, bello
i due cuori, aperti,
aperti.
Da parte a parte,
da parte a parte,
due buchi, due porte;
in faccia, la morte.
Questo è un addio
questo e non altri
questo è un infine
una fine, conclusa
che si apre e si chiude
come ali di un rapace
passando da una parte
all'altra di un torace.
Le manciate di sassi verdi
che raccolgo e che ti porgo
sono il pianto di qualcuno
e io non so di chi;
da molto tempo osservo le persone
ma da poco le vedo piangere,
tutte,
tutte quante.
Cuore a cuore,
un respiro un soffio unico
il fiato vitale
che esali voltando
le spalle.
due cuori aperti
addio, addio,
ogni infine è una testa stretta al petto
come la tua.
Ogni fine è una testa stretta al petto
le mani nei capelli
come la tua.
Amo guardare questa scena di completezza
questo paradosso, una guglia di compiutezza
dove tutto torna e si ricongiunge
quando vedo qualcosa di bello.
Tutto questo è un assurdo
tutto questo è, anche, bello
i due cuori, aperti,
aperti.
Da parte a parte,
da parte a parte,
due buchi, due porte;
in faccia, la morte.
Questo è un addio
questo e non altri
questo è un infine
una fine, conclusa
che si apre e si chiude
come ali di un rapace
passando da una parte
all'altra di un torace.
Le manciate di sassi verdi
che raccolgo e che ti porgo
sono il pianto di qualcuno
e io non so di chi;
da molto tempo osservo le persone
ma da poco le vedo piangere,
tutte,
tutte quante.
Cuore a cuore,
un respiro un soffio unico
il fiato vitale
che esali voltando
le spalle.
Chi-Lo-Sa
Chi-lo-sa
se tace sa perché,
chi-vi-vrà
due mondi troverà,
un di qua, un di là,
luoghi sogni e verità.
02 December 2011
Occhi Chiusi
Gli occhi chiusi vedono lo stesso
indifferenti
lo scorrere di ieri
lo sciogliersi di adesso;
sono sguardi congelati
nell'attesa
nell'inedia
il freddo non ha pena.
L'orrore è l'unica realtà del cosmo
il cui occhio chiuso
mi fissa il cuore
lo stringe al muro
in un respiro di vetro
lo sfiora e l'orrore
è che io
non lo sento più mio.
indifferenti
lo scorrere di ieri
lo sciogliersi di adesso;
sono sguardi congelati
nell'attesa
nell'inedia
il freddo non ha pena.
L'orrore è l'unica realtà del cosmo
il cui occhio chiuso
mi fissa il cuore
lo stringe al muro
in un respiro di vetro
lo sfiora e l'orrore
è che io
non lo sento più mio.
01 December 2011
Monte Rosso
Il monte rosso guarda
mi giudica.
Il monte dall'alto
comunica.
Mi dice che
le mie mai sui suoi fianchi
sono formiche
mi dice basta col solletico
o il monte riderà
e con un rombo sbricioloso
sulla casa sul mio tetto
ridacchiando franerà.
Io continuo la scalata
inizio a vedere le stelle
e i primi sussulti
scuotono le cime dei pini
tingono di paura
i miei sguardi stupiti
i miei sospiri.
Ho superato la coltre di nubi
e ora il monte rosso
ride e si dimena
sghignazzando a più non posso
ho solo il tempo di vedere
più in alto delle nuvole
ho solo il tempo di dimostrare
a questo cielo che qualcuno guarda
qualcuno osserva
qualcuno c'era!
Qualcuno che franando
dritto in pasto a quella sera
rotolando giù pel fianco
verso la mia primavera.
Carezzo con la schiena
i rami dei pini
e la terra ride fino al pianto
giusto il tempo di pensare
che le stelle
sono così lontane
così fioche e tristi
che vorrei vivere una sempiterna notte di stelle
senza sole e senza luna
perché l'ombra è nel mio cuore
e nell'ombra il mio pensiero.
Il monte rosso tace
la mia casa non è più.
La mia casa
la mia terra
le mie figlie
i miei amori,
nulla non è più.
Il monte rosso tace
ma sorride e guarda giù.
mi giudica.
Il monte dall'alto
comunica.
Mi dice che
le mie mai sui suoi fianchi
sono formiche
mi dice basta col solletico
o il monte riderà
e con un rombo sbricioloso
sulla casa sul mio tetto
ridacchiando franerà.
Io continuo la scalata
inizio a vedere le stelle
e i primi sussulti
scuotono le cime dei pini
tingono di paura
i miei sguardi stupiti
i miei sospiri.
Ho superato la coltre di nubi
e ora il monte rosso
ride e si dimena
sghignazzando a più non posso
ho solo il tempo di vedere
più in alto delle nuvole
ho solo il tempo di dimostrare
a questo cielo che qualcuno guarda
qualcuno osserva
qualcuno c'era!
Qualcuno che franando
dritto in pasto a quella sera
rotolando giù pel fianco
verso la mia primavera.
Carezzo con la schiena
i rami dei pini
e la terra ride fino al pianto
giusto il tempo di pensare
che le stelle
sono così lontane
così fioche e tristi
che vorrei vivere una sempiterna notte di stelle
senza sole e senza luna
perché l'ombra è nel mio cuore
e nell'ombra il mio pensiero.
Il monte rosso tace
la mia casa non è più.
La mia casa
la mia terra
le mie figlie
i miei amori,
nulla non è più.
Il monte rosso tace
ma sorride e guarda giù.
30 November 2011
24 - Attimo Di Calma
Resto così nella tempesta
per trascorrere con te
quell'unico attimo di calma.
Riempi di speranza
i miei momenti di ignoranza.
Sei la superficie
su cui il mio negativo
mostra le sue ombre
ma anche le sue luci.
Così su questo mare
altalenando andiamo.
per trascorrere con te
quell'unico attimo di calma.
Riempi di speranza
i miei momenti di ignoranza.
Sei la superficie
su cui il mio negativo
mostra le sue ombre
ma anche le sue luci.
Così su questo mare
altalenando andiamo.
Tag:
50 Carezze
25 November 2011
Più Di Me
Un do profondo
il velo si sfascia
cede
ha sempre voluto cedere
sempre voluto cadere,
cade.
Erodo ciò che tocco
come sabbia del deserto;
io sono il solo a non meritare più di me,
e quando questo si rivela
quando torna alla sorgente
le mani si aprono
rivelando tutti i potrei
i sarei
i dovrei
e in qualche modo fiorisce
da essi un po' di più di me.
Torno alle mie sfocature
senza sapere
che ogni cosa è invisibile
tra le mie mani
e io,
che in mano ad altri
le disprezzerei
mi ci stringo forte,
forte,
quasi potessero
colmare i miei vuoti
trovare i miei se
lasciandomi essere
un po' più di me.
Ora il nitore è fioco
io non lo vedo
io non ti vedo,
e questa segreta ignoranza
stringo come fosse vita
lasciando il silenzio
dove una consolazione
poteva colmare
ogni vuoto o desolazione,
e questo perché
quel po' più di me
non ce l'ho,
non lo so,
no, nemmeno per te,
non esiste mia cara
quel pochino in più di me.
il velo si sfascia
cede
ha sempre voluto cedere
sempre voluto cadere,
cade.
Erodo ciò che tocco
come sabbia del deserto;
io sono il solo a non meritare più di me,
e quando questo si rivela
quando torna alla sorgente
le mani si aprono
rivelando tutti i potrei
i sarei
i dovrei
e in qualche modo fiorisce
da essi un po' di più di me.
Torno alle mie sfocature
senza sapere
che ogni cosa è invisibile
tra le mie mani
e io,
che in mano ad altri
le disprezzerei
mi ci stringo forte,
forte,
quasi potessero
colmare i miei vuoti
trovare i miei se
lasciandomi essere
un po' più di me.
Ora il nitore è fioco
io non lo vedo
io non ti vedo,
e questa segreta ignoranza
stringo come fosse vita
lasciando il silenzio
dove una consolazione
poteva colmare
ogni vuoto o desolazione,
e questo perché
quel po' più di me
non ce l'ho,
non lo so,
no, nemmeno per te,
non esiste mia cara
quel pochino in più di me.
22 November 2011
Leucy Che Ride
Leucy che ride mi congela il cuore
Leucy che ride mi ricorda che
son così teso da non sentire amore
Leucy che ride mi fa scordar di te
stretto in pugno ho il tuo bel fiore
Leucy ride ed il fiore non c'è.
Anche un terremoto è una risata del mondo
o un abete spoglio
bocca spalancata di un abisso senza fondo
bocca gialla china come lacrime di un giglio,
Leucy che ride come se ridendo
potesse ridar vita al suo perduto figlio.
Le lacrime di Leucy non si staccano dal viso
su pallidi stracci come perle sono appese
ferme a incorniciare un'apparenza di sorriso
le lacrime di Leucy sono fisse come accuse
Leucy che ride è un monumento al riso
passato per la cruna delle sue labbra chiuse.
Leucy che ride come se provasse gusto
Leucy che piega tutto ciò che tocca
Leucy crede di far bene e di far giusto
Leucy non è certo l'apparenza di una sciocca
in vece delle risa il suo silenzio ha preso posto
e con il suo batacchio nelle vene mi rintocca;
a lunghi sorsi gelidi ingoio il vivo cuore
che come un pesce pazzo in gola si dibatte
e Leucy torna a sghignazzare il suo dolore,
Leucy che ride, labbra finalmente rotte
increspate in un silenzio che non può lasciare
le lacrime che può, Leucy le ha piante tutte.
Leucy che ride mi ricorda che
son così teso da non sentire amore
Leucy che ride mi fa scordar di te
stretto in pugno ho il tuo bel fiore
Leucy ride ed il fiore non c'è.
Anche un terremoto è una risata del mondo
o un abete spoglio
bocca spalancata di un abisso senza fondo
bocca gialla china come lacrime di un giglio,
Leucy che ride come se ridendo
potesse ridar vita al suo perduto figlio.
Le lacrime di Leucy non si staccano dal viso
su pallidi stracci come perle sono appese
ferme a incorniciare un'apparenza di sorriso
le lacrime di Leucy sono fisse come accuse
Leucy che ride è un monumento al riso
passato per la cruna delle sue labbra chiuse.
Leucy che ride come se provasse gusto
Leucy che piega tutto ciò che tocca
Leucy crede di far bene e di far giusto
Leucy non è certo l'apparenza di una sciocca
in vece delle risa il suo silenzio ha preso posto
e con il suo batacchio nelle vene mi rintocca;
a lunghi sorsi gelidi ingoio il vivo cuore
che come un pesce pazzo in gola si dibatte
e Leucy torna a sghignazzare il suo dolore,
Leucy che ride, labbra finalmente rotte
increspate in un silenzio che non può lasciare
le lacrime che può, Leucy le ha piante tutte.
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Speciale
Jamie Che Piange
Jamie's a name
Jamie's a place
Jamie's a known bound
without a meaning.
Cerca un tasto
e affonda,
movimenti circolari,
e affonda;
dritto con una ferocia
da strappare lacrime.
Jamie's a girl
Jamie's a chair
Jamie's alone
and no one with her.
Sintomo,
ci serve un sintomo
una specularità,
qualcosa per spiegare
perché si piange
perché si ride
in faccia al bene
come a quello che mi uccide;
e non c'è una risposta
se c'era era di fumo
ed io l'ho respirata
per non vederla
mai più.
Jamie's the love
the love of my own
Jamie's the cloud
in Jamie I drown.
Sembra un simbolo
ma non lo è,
scorre al suo posto
ogni immagine
ogni quadro
ritratto
disegno,
riga,
a disegnare un cigno nero
il mosaico del mio pensiero;
ho così poche parole
le sto finendo
sto finendo tutto,
mi curo di concludere i miei capitoli
prima ancora di aver cominciato a scrivere
non so più dove sorridere
mi trascino da un'isola all'altra
ma il mare
questo mare
quel mare
resta indiscusso come il ronzio del silenzio
nebbiolina ghiacciata
cerco il suo sguardo ma lui non mi guarda
il mare non ha occhi
il mare è un'infinita bocca schiumosa
la rabbia lo divora
ed io l'ho presa in sposa.
Jamie's a chill
Jamie's a hill
Jamie's the North
a gentle windmill.
Jamie's a place
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Cerca un tasto
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e affonda;
dritto con una ferocia
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Jamie's a chair
Jamie's alone
and no one with her.
Sintomo,
ci serve un sintomo
una specularità,
qualcosa per spiegare
perché si piange
perché si ride
in faccia al bene
come a quello che mi uccide;
e non c'è una risposta
se c'era era di fumo
ed io l'ho respirata
per non vederla
mai più.
Jamie's the love
the love of my own
Jamie's the cloud
in Jamie I drown.
Sembra un simbolo
ma non lo è,
scorre al suo posto
ogni immagine
ogni quadro
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disegno,
riga,
a disegnare un cigno nero
il mosaico del mio pensiero;
ho così poche parole
le sto finendo
sto finendo tutto,
mi curo di concludere i miei capitoli
prima ancora di aver cominciato a scrivere
non so più dove sorridere
mi trascino da un'isola all'altra
ma il mare
questo mare
quel mare
resta indiscusso come il ronzio del silenzio
nebbiolina ghiacciata
cerco il suo sguardo ma lui non mi guarda
il mare non ha occhi
il mare è un'infinita bocca schiumosa
la rabbia lo divora
ed io l'ho presa in sposa.
Jamie's a chill
Jamie's a hill
Jamie's the North
a gentle windmill.
17 November 2011
Make A Storm
As a fist of sand
wouldn't make a stone,
as a group of rocks
wouldn't make a throne,
as a flurry of blows
wouldn't make a storm,
and what would I make
since I am alone?
wouldn't make a stone,
as a group of rocks
wouldn't make a throne,
as a flurry of blows
wouldn't make a storm,
and what would I make
since I am alone?
09 November 2011
Raining On The Sun
Many words and damp
all is raining on the sun
and the mist is high
filling all the space behind
in a grey sunrise
all the letters vapourize
every speechless man
keeps on trying to speak in vain
all the words were slain
then poured on the sun to rain
since the silence needs
to be free to live again
they were thought to know
when to shout and when to shut
and the silence made
all them know that so was not
they refused to live
in a flat and silent world
all the sounds they had
were fit for the human voice
and at first no one
wanted chose the other choice
but at last they had:
or a speaker or a sad.
When the rain begun
they'd been happy for a while
other sounds relied
for the silence reconcile
and the sky was all
filled with violins and guitars
and the flute and drums
improvised with iron bars.
Every drop they ate
really gave nothing to say
and the silence staid
on and on to fly on they.
all is raining on the sun
and the mist is high
filling all the space behind
in a grey sunrise
all the letters vapourize
every speechless man
keeps on trying to speak in vain
all the words were slain
then poured on the sun to rain
since the silence needs
to be free to live again
they were thought to know
when to shout and when to shut
and the silence made
all them know that so was not
they refused to live
in a flat and silent world
all the sounds they had
were fit for the human voice
and at first no one
wanted chose the other choice
but at last they had:
or a speaker or a sad.
When the rain begun
they'd been happy for a while
other sounds relied
for the silence reconcile
and the sky was all
filled with violins and guitars
and the flute and drums
improvised with iron bars.
Every drop they ate
really gave nothing to say
and the silence staid
on and on to fly on they.
08 November 2011
Paesaggio Di Specchi
La perfezione
s'è mai esistita,
è morta tempo fa
prima ch'io nascessi
dietro mille alabardieri
con gli scudi grandi, spessi,
la bellezza nasce
da esigenze di dolore
e dopo aver sofferto
col sofferente muore.
Un terrificante paesaggio di specchi
accoglie i nostri primi sguardi
segretamente pieni di timidità
intimamente colmi, solo di Chissà.
E quei Chissà così spremuti
come lacrime d'aquila
tengono nere le fondamenta
del nulla in me;
cui non so oppormi;
le spoglie informi
di quei paesaggi
colmano il mio cuore
d'amore e d'odio
con metodica simmetria.
E curvato sul mio stelo
porgo le (impaurite) spalle al cielo.
s'è mai esistita,
è morta tempo fa
prima ch'io nascessi
dietro mille alabardieri
con gli scudi grandi, spessi,
la bellezza nasce
da esigenze di dolore
e dopo aver sofferto
col sofferente muore.
Un terrificante paesaggio di specchi
accoglie i nostri primi sguardi
segretamente pieni di timidità
intimamente colmi, solo di Chissà.
E quei Chissà così spremuti
come lacrime d'aquila
tengono nere le fondamenta
del nulla in me;
cui non so oppormi;
le spoglie informi
di quei paesaggi
colmano il mio cuore
d'amore e d'odio
con metodica simmetria.
E curvato sul mio stelo
porgo le (impaurite) spalle al cielo.
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Speciale
23 - Mezza Filastrocca
Nel fallito tentativo di non dire cosa sciocca
mi vedo qui costretto a improvvisar la filastrocca.
Ora udite, voi,
che capitò
all'angelo biondiccio
di cui un tale mi parlò.
Ella avea vane pretese
sulle grazie di costui
e tra mille poveracci
andò a beccare proprio lui,
e sappiate, lui era solo,
era triste e pure fesso
solamente, si può dire,
era appena più che un cesso.
Quella invece di parlare
no, giammai, si disdegnava,
piuttosto con un cric
la bocca aperta si teneva
e non per dire cose
che gradite al vostro orecchio
possan esservi narrate
dalla bocca di me, vecchio.
Codesta biondicciuola,
trattavasi di lagna,
rideva d'ogni cosa,
financo d'una pigna.
Codesta ranocchiella,
vedendo compromesso,
sbandierando il petto al vento,
l'intelletto di quel fesso,
gli mise in man la mano
e con volto noncurante
gli disse "bene, accetto"
e poi fuggì a levante
lasciando così privo
di probabile risposta
il povero fanciullo
che in van sporse protesta.
Da quel giorno la madama
si sistemò leggera,
con la grazia di un macigno
ch'era appena primavera,
sul cucuzzo del ragazzo,
che temendo di reagire
fece come la supposta
sprofondando a non finire.
Ma poiché io sono bravo
ma sto per finir le rime
ecco, lì a quel punto,
ecco giungere la fine.
Era estate, l'otto agosto,
e lei invece di far festa,
rosolava le chiappone
(ormai come un'aragosta).
Lui, in cerca di dolcezza,
e paziente all'infinito
osò porre sul suo fianco
un sottile, ingenuo, dito.
La fanciulla dunque disse
"amore mio, mi fai calore,
oh che soffrire, che bruciore,
domani andrò dal mio dottore";
egli dunque, disinvolto,
prese svelto una coperta
quindi un'altra,
poi una porta,
e le mise tutto quanto
sulla sprofondante faccia,
e chiuse finalmente
quell'enorme sua boccaccia.
E siccome la sua gioia
in quel momento fu spaziale
proclamò a sorpresa
una festa nazionale.
E siccome la letizia
che provò in quel bel momento
durò tanto e tanto a lungo
da meritarsi un canto,
la donzella, un po' sudata,
restò lì per molti giorni,
a scaldarsi e lamentarsi
come fosse in sette forni,
lamentò per mesi interi
la sua turpe sofferenza,
(ma si lamentava sempre,
nessun vide differenza),
ma sappiate infine, gente,
sappiate: era un po' storta,
perché io non ho mai detto
che chiusa era la porta.
mi vedo qui costretto a improvvisar la filastrocca.
Ora udite, voi,
che capitò
all'angelo biondiccio
di cui un tale mi parlò.
Ella avea vane pretese
sulle grazie di costui
e tra mille poveracci
andò a beccare proprio lui,
e sappiate, lui era solo,
era triste e pure fesso
solamente, si può dire,
era appena più che un cesso.
Quella invece di parlare
no, giammai, si disdegnava,
piuttosto con un cric
la bocca aperta si teneva
e non per dire cose
che gradite al vostro orecchio
possan esservi narrate
dalla bocca di me, vecchio.
Codesta biondicciuola,
trattavasi di lagna,
rideva d'ogni cosa,
financo d'una pigna.
Codesta ranocchiella,
vedendo compromesso,
sbandierando il petto al vento,
l'intelletto di quel fesso,
gli mise in man la mano
e con volto noncurante
gli disse "bene, accetto"
e poi fuggì a levante
lasciando così privo
di probabile risposta
il povero fanciullo
che in van sporse protesta.
Da quel giorno la madama
si sistemò leggera,
con la grazia di un macigno
ch'era appena primavera,
sul cucuzzo del ragazzo,
che temendo di reagire
fece come la supposta
sprofondando a non finire.
Ma poiché io sono bravo
ma sto per finir le rime
ecco, lì a quel punto,
ecco giungere la fine.
Era estate, l'otto agosto,
e lei invece di far festa,
rosolava le chiappone
(ormai come un'aragosta).
Lui, in cerca di dolcezza,
e paziente all'infinito
osò porre sul suo fianco
un sottile, ingenuo, dito.
La fanciulla dunque disse
"amore mio, mi fai calore,
oh che soffrire, che bruciore,
domani andrò dal mio dottore";
egli dunque, disinvolto,
prese svelto una coperta
quindi un'altra,
poi una porta,
e le mise tutto quanto
sulla sprofondante faccia,
e chiuse finalmente
quell'enorme sua boccaccia.
E siccome la sua gioia
in quel momento fu spaziale
proclamò a sorpresa
una festa nazionale.
E siccome la letizia
che provò in quel bel momento
durò tanto e tanto a lungo
da meritarsi un canto,
la donzella, un po' sudata,
restò lì per molti giorni,
a scaldarsi e lamentarsi
come fosse in sette forni,
lamentò per mesi interi
la sua turpe sofferenza,
(ma si lamentava sempre,
nessun vide differenza),
ma sappiate infine, gente,
sappiate: era un po' storta,
perché io non ho mai detto
che chiusa era la porta.
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50 Carezze
07 November 2011
La Goccia
Lascio la strada, percorso lontano
che mi ha condotto il terre straniere
che mi ha condotto per braccio per mano
in luoghi che poi m'ha costretto a vedere.
Lungo la strada frammenti di porte
frammenti socchiusi di pagine sparse
nel vento suonava campana di morte
soffiando leggero la mano mi porse;
il vento mi prese, il vento mi diede
l'abbraccio del sonno che avvera le attese
e con un sorriso che dona e non chiede
di dargli la mano e salvarmi mi chiese.
Sotto un perfetto, ineludibile nero
chiudendo gli occhi inutili ormai
camminavo e cammino scacciando il pensiero
gridando e piangendo così me n'andai.
Lascio la strada, percorso lontano
frammenti socchiusi di pagine sparse
e con un sorriso che chiedo e non dono
cingendo d'oscuro i miei sempre e i miei forse.
-------
Un'ultima goccia vado cercando
un'ultima goccia vado implorando,
il cui vero significato
lontano, celato, nel cielo stellato,
rimane precluso al cieco incosciente,
un sisma di maggio socchiuse al dormiente
rigando all'inverso la pioggia già sporca,
le nuvole nere vomitano inferni d'inchiostro
mi chiudo e accartoccio sui fogli di un mostro.
Piove nero, ma non mi basta ancora.
Prego da tanto per l'ultima goccia
che pioggia e poi pioggia tacere mi faccia
e poi mi conceda quell'ultima goccia
che tinga di grigio la faccia mia in roccia.
Prego da tanto per l'ultima goccia
ma il sole quei giorni non fa il giro giusto,
potessi io dirgli di quello che ho visto
per non rivedere mai più la mia faccia
sarebbe ben lieto di darmi la goccia.
-------
Torno a distruggermi, torno
a fare di me un innocuo altro giorno
torno a distruggermi, torno
a fare di me un innocente altro giorno.
-------
Horror vacui.
Ergo, pluit.
che mi ha condotto il terre straniere
che mi ha condotto per braccio per mano
in luoghi che poi m'ha costretto a vedere.
Lungo la strada frammenti di porte
frammenti socchiusi di pagine sparse
nel vento suonava campana di morte
soffiando leggero la mano mi porse;
il vento mi prese, il vento mi diede
l'abbraccio del sonno che avvera le attese
e con un sorriso che dona e non chiede
di dargli la mano e salvarmi mi chiese.
Sotto un perfetto, ineludibile nero
chiudendo gli occhi inutili ormai
camminavo e cammino scacciando il pensiero
gridando e piangendo così me n'andai.
Lascio la strada, percorso lontano
frammenti socchiusi di pagine sparse
e con un sorriso che chiedo e non dono
cingendo d'oscuro i miei sempre e i miei forse.
-------
Un'ultima goccia vado cercando
un'ultima goccia vado implorando,
il cui vero significato
lontano, celato, nel cielo stellato,
rimane precluso al cieco incosciente,
un sisma di maggio socchiuse al dormiente
rigando all'inverso la pioggia già sporca,
le nuvole nere vomitano inferni d'inchiostro
mi chiudo e accartoccio sui fogli di un mostro.
Piove nero, ma non mi basta ancora.
Prego da tanto per l'ultima goccia
che pioggia e poi pioggia tacere mi faccia
e poi mi conceda quell'ultima goccia
che tinga di grigio la faccia mia in roccia.
Prego da tanto per l'ultima goccia
ma il sole quei giorni non fa il giro giusto,
potessi io dirgli di quello che ho visto
per non rivedere mai più la mia faccia
sarebbe ben lieto di darmi la goccia.
-------
Torno a distruggermi, torno
a fare di me un innocuo altro giorno
torno a distruggermi, torno
a fare di me un innocente altro giorno.
-------
Horror vacui.
Ergo, pluit.
Campi Di Riso
Senza parole
descrivo un fiore senza foglie
i cui petali firmati
rosso fuoco, stellati;
ondeggiano dal sole
guardandomi.
Poi lo si vede lì, fermo,
piangere nel cielo
senza guardare nessuno
senza guardare giù.
Dio non esiste, tutti soli e tutto solo
la rincorsa dunque il volo
non è una questione di termini
oltre il campo non c'è nulla di preciso
nulla di fermo
nulla di nulla
solo un altro campo di riso.
Vorrei che qualcuno guardasse
mentre corro nelle risaie
il mio riflesso azzurro e verde
farsi strada al posto mio
tra acqua e cielo dove solo
il mio sospiro prende il volo
in un'aria cupa
alberi neri contro il cielo grigio
ad ogni salto fermo il tempo
cercando di trovare un senso a quel silenzio
all'acqua che affiora e mi schiaffeggia i piedi,
mi sto bagnando del sangue della terra
lavato su cumuli di paure
rimorsi;
ogni silenzio mi fissa dall'alto
del suo incommensurabile giudizio
sono attento ad ogni passo
ogni crisi è vizio.
Al di là dei circoli
resta così poco
non v'è spazio per pensieri in quel silenzio che cola
nei campi di riso e nei campi di stelle
che si mischiano
in quei momenti
dove come un sasso
mi lascio rimbalzare
su specchi che spiano
nel doppiofondo frattale
del mio dolore letale.
descrivo un fiore senza foglie
i cui petali firmati
rosso fuoco, stellati;
ondeggiano dal sole
guardandomi.
Poi lo si vede lì, fermo,
piangere nel cielo
senza guardare nessuno
senza guardare giù.
Dio non esiste, tutti soli e tutto solo
la rincorsa dunque il volo
non è una questione di termini
oltre il campo non c'è nulla di preciso
nulla di fermo
nulla di nulla
solo un altro campo di riso.
Vorrei che qualcuno guardasse
mentre corro nelle risaie
il mio riflesso azzurro e verde
farsi strada al posto mio
tra acqua e cielo dove solo
il mio sospiro prende il volo
in un'aria cupa
alberi neri contro il cielo grigio
ad ogni salto fermo il tempo
cercando di trovare un senso a quel silenzio
all'acqua che affiora e mi schiaffeggia i piedi,
mi sto bagnando del sangue della terra
lavato su cumuli di paure
rimorsi;
ogni silenzio mi fissa dall'alto
del suo incommensurabile giudizio
sono attento ad ogni passo
ogni crisi è vizio.
Al di là dei circoli
resta così poco
non v'è spazio per pensieri in quel silenzio che cola
nei campi di riso e nei campi di stelle
che si mischiano
in quei momenti
dove come un sasso
mi lascio rimbalzare
su specchi che spiano
nel doppiofondo frattale
del mio dolore letale.
Sapori Amari
Il cielo cade
ha sapore di perdita
il suono dei volti che cadono
come vetri infranti
o promesse, dolorose.
Non ho promesse,
nemmeno per me.
ha sapore di perdita
il suono dei volti che cadono
come vetri infranti
o promesse, dolorose.
Non ho promesse,
nemmeno per me.
06 November 2011
I Corvi
"Something, all, is a starry night delight"
cantava, come se fossero parole sue
ma in bocca a lei erano parole,
parole più bianche dei suoi denti.
Stimoli che giocano
a correre su e giù per i miei nervi
dalle cime dei capelli
a guardarmi come corvi
poi si levano di colpo
stormo nero
stormo cupo e minaccioso
come un pensiero
e volteggiano
sapienti civette di minerva
i loro occhi gialli
la loro faccia torva
mi dicono qualcosa
che non saprei dirvi
poi tornano a tacere
semplicemente corvi.
I corvi da quel nero
brillano come spaventi
tornano nella sua bocca
uno dopo l'altro, sorridenti.
cantava, come se fossero parole sue
ma in bocca a lei erano parole,
parole più bianche dei suoi denti.
Stimoli che giocano
a correre su e giù per i miei nervi
dalle cime dei capelli
a guardarmi come corvi
poi si levano di colpo
stormo nero
stormo cupo e minaccioso
come un pensiero
e volteggiano
sapienti civette di minerva
i loro occhi gialli
la loro faccia torva
mi dicono qualcosa
che non saprei dirvi
poi tornano a tacere
semplicemente corvi.
I corvi da quel nero
brillano come spaventi
tornano nella sua bocca
uno dopo l'altro, sorridenti.
02 November 2011
22 - Il Mio Demone
Se il mio demone un istante mi lasciasse solo
vedrei che non ricordo più chi sono
se il mio demone un istante ti stringesse forte
tu gli vorresti bene, ci giocheresti a carte;
con te saprebbe come essere gentile
per te sarebbe il più felice il più gioviale,
un genio malvagio uscito da un camino
un genio triste, come il suo destino;
il demone saprebbe far di te una dama
una regina bianca, su l'infinita sera
che dal fondo del suo buio chiama:
una regina in centro a una scacchiera
e lui col suo sorriso, ti direbbe che ti ama
e sapresti, lo saprai, che dirà una cosa vera.
vedrei che non ricordo più chi sono
se il mio demone un istante ti stringesse forte
tu gli vorresti bene, ci giocheresti a carte;
con te saprebbe come essere gentile
per te sarebbe il più felice il più gioviale,
un genio malvagio uscito da un camino
un genio triste, come il suo destino;
il demone saprebbe far di te una dama
una regina bianca, su l'infinita sera
che dal fondo del suo buio chiama:
una regina in centro a una scacchiera
e lui col suo sorriso, ti direbbe che ti ama
e sapresti, lo saprai, che dirà una cosa vera.
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50 Carezze
Nessuno Vuole Essere Salvato
Nessuno vuole essere salvato
salvare non esiste
è una parola vuota
nessun pozzo da cui trarre
nessun posto sicuro cui condurre
qui come laggiù
è la stessa identica terra.
L'umidità risale le pareti
e discende in lunghi brividi gelidi
li conto li guardo
esamino enumero le mie ossessioni
i miei immacolati delitti
i miei osceni deliri
non c'è vergogna senza impunità
senza piedi senza mani
ogni cosa a metà.
Nessuno vuole essere salvato
le cose da salvare sono finite
un solo quadro vuoto pende appeso alla parete
schermo dei miei silenzi
scherno dei miei saloni vuoti
scenario del mio Peccato
sto,
come un castello di paglia
in cima a una montagna
eretto con la frusta e un brulichio di schiavi
che fischia stelo dopo stelo
coi venti con le nevi
che uno dopo l'altro portan via il suo cuore
così si perderà
senza nessun tramonto rosso
in una linea sottile di paglia e di vento
con questo silenzio,
perfino lo sento.
salvare non esiste
è una parola vuota
nessun pozzo da cui trarre
nessun posto sicuro cui condurre
qui come laggiù
è la stessa identica terra.
L'umidità risale le pareti
e discende in lunghi brividi gelidi
li conto li guardo
esamino enumero le mie ossessioni
i miei immacolati delitti
i miei osceni deliri
non c'è vergogna senza impunità
senza piedi senza mani
ogni cosa a metà.
Nessuno vuole essere salvato
le cose da salvare sono finite
un solo quadro vuoto pende appeso alla parete
schermo dei miei silenzi
scherno dei miei saloni vuoti
scenario del mio Peccato
sto,
come un castello di paglia
in cima a una montagna
eretto con la frusta e un brulichio di schiavi
che fischia stelo dopo stelo
coi venti con le nevi
che uno dopo l'altro portan via il suo cuore
così si perderà
senza nessun tramonto rosso
in una linea sottile di paglia e di vento
con questo silenzio,
perfino lo sento.
Terza Frase
Sono un bravo assassino
distruggo tutto ciò che amo
mi avvicino lo trafiggo
poi lo piango da lontano.
distruggo tutto ciò che amo
mi avvicino lo trafiggo
poi lo piango da lontano.
26 October 2011
La Fiamma
Su alcuna fiamma
di un'assente candela
nessuna luce danza,
solo io
e i miei fogli colmi di orrori,
mi trascino dietro verso la mia morte
una lunga fila di zeri
forse incubi o forse pensieri
forse neri certamente cupi
forse in ombra certo non raggianti
celano nell'aria un qualcosa di distante.
Così, a mezz'aria
semplicemente sospeso
si svela quella palpabile mancanza;
io sono terra sterile
cui dir seme è dire morte
cui dir vita è dire morte
cui dir tutto, è dire morte.
Ogni cosa è un paradosso di speranze;
disperate speranze,
spaziosi respiri
viene a cadere ogni rete semantica
il mio quadro scolora
la cornice si scioglie;
sono il ritratto di un uomo
che nessuno conosce;
l'abito su misura
che a nessuno va bene;
ho provato molte volte a calzare la mia pelle
ci provo ogni mattina
quando mi chino e la indosso,
e mi va stretta.
Mi va larga.
Non mi va.
La fiamma traballa
la fiamma si spegne.
di un'assente candela
nessuna luce danza,
solo io
e i miei fogli colmi di orrori,
mi trascino dietro verso la mia morte
una lunga fila di zeri
forse incubi o forse pensieri
forse neri certamente cupi
forse in ombra certo non raggianti
celano nell'aria un qualcosa di distante.
Così, a mezz'aria
semplicemente sospeso
si svela quella palpabile mancanza;
io sono terra sterile
cui dir seme è dire morte
cui dir vita è dire morte
cui dir tutto, è dire morte.
Ogni cosa è un paradosso di speranze;
disperate speranze,
spaziosi respiri
viene a cadere ogni rete semantica
il mio quadro scolora
la cornice si scioglie;
sono il ritratto di un uomo
che nessuno conosce;
l'abito su misura
che a nessuno va bene;
ho provato molte volte a calzare la mia pelle
ci provo ogni mattina
quando mi chino e la indosso,
e mi va stretta.
Mi va larga.
Non mi va.
La fiamma traballa
la fiamma si spegne.
22 October 2011
21 - Assieme A Lei
Vorrei scrivere canzoni più dolci
vivere in tempi migliori
i miei dico, non quelli là fuori;
vorrei avere più terra da coltivare
più tempo da buttare
a fare cose che nessuno vedrà;
vorrei dire parole più belle
o solo più gentili
avere un cuore più caldo
o forse solamente calmo;
vorrei queste ed altre cose
ma non le ho,
in questo silenzio dopo i desideri
poche parole cifrate in pensieri
pochi dettagli nascosti tra i perché
ma forse basta dirsi che
l'importante dei vorrei
è averli assieme a lei.
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50 Carezze,
Speciale
21 October 2011
La Recherche Du Temps Jamais Eu
Lui cercava quello che
tale e quale tornerà
lui cercava lui cercò
tutto quel che vi dirò
le sue sfide si lanciò
col sorriso che sforzò
con le mani tese poi
pianse un po' verso di noi
ma non piovere così
disse lei quand'era qui
come i tuoni corrono
io rincorrerli vorrò
lui cercava lui cercò
mille cose mille avrai
ma cercando si stancò
noi non lo vedremo mai.
tale e quale tornerà
lui cercava lui cercò
tutto quel che vi dirò
le sue sfide si lanciò
col sorriso che sforzò
con le mani tese poi
pianse un po' verso di noi
ma non piovere così
disse lei quand'era qui
come i tuoni corrono
io rincorrerli vorrò
lui cercava lui cercò
mille cose mille avrai
ma cercando si stancò
noi non lo vedremo mai.
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Canzone
Mani Sui Recinti
Le mani si posano sui bordi dei recinti
le labbra si aprono come rossi gigli
lune selvatiche si cingono la vita
col nero col nero che cade come seta
le cose le parole cadon come foglie asciutte
sul greto dei fiumi ormai da tempo in secca
le gole, aride, piangono per l'acqua.
le labbra si aprono come rossi gigli
lune selvatiche si cingono la vita
col nero col nero che cade come seta
le cose le parole cadon come foglie asciutte
sul greto dei fiumi ormai da tempo in secca
le gole, aride, piangono per l'acqua.
18 October 2011
Contare Le Cicale
Da quando abbiamo smesso di contare le cicale,
il mondo gira sempre nel suo cerchio tutto uguale;
le terre non si muovono né l'aria prende vita,
le strade si percorrono e l'anima si svuota;
da quando abbiamo smesso di contare le cicale
le cose si nascondono dall'ombra di quel male,
le foglie si accartocciano con le farfalle dentro
le bocche si ricuciono col suono di quel vento.
Da giorni mesi secoli le voci stanno zitte
ma appena c'è la luna le cicale volan fitte,
e tutti chiusi in casa dietro i vetri ad osservare
lo sguardo di un bambino che non sa cosa sia il mare;
le luci in fondo al cielo non ci sanno perdonare,
ormai abbiamo perduto le risposte a noi più care;
le strade sono stanche di sentirsi calpestate
e pure i fili d'erba tra cui sfrecciano le fate
si chinano posando qualche goccia di rugiada
intanto sulla terra lì si srotola la strada.
Le cose sono brutte non importa chi le osserva,
le nuvole son grigie verde il cuore che le innerva;
e niente ci risponde mentre noi parliamo al vento,
cercando un vano senso in tutto ciò che sembra spento;
a volte sembra quasi che qualcuno si ricordi
di tempi bei passati dove tutto era normale
ma nulla saprà dirci dove campi ancora verdi
rifugino le lucciole lontano da quel male,
ci resta solamente d'aspettare le cicale
ci resta solamente d'aspettare le cicale.
il mondo gira sempre nel suo cerchio tutto uguale;
le terre non si muovono né l'aria prende vita,
le strade si percorrono e l'anima si svuota;
da quando abbiamo smesso di contare le cicale
le cose si nascondono dall'ombra di quel male,
le foglie si accartocciano con le farfalle dentro
le bocche si ricuciono col suono di quel vento.
Da giorni mesi secoli le voci stanno zitte
ma appena c'è la luna le cicale volan fitte,
e tutti chiusi in casa dietro i vetri ad osservare
lo sguardo di un bambino che non sa cosa sia il mare;
le luci in fondo al cielo non ci sanno perdonare,
ormai abbiamo perduto le risposte a noi più care;
le strade sono stanche di sentirsi calpestate
e pure i fili d'erba tra cui sfrecciano le fate
si chinano posando qualche goccia di rugiada
intanto sulla terra lì si srotola la strada.
Le cose sono brutte non importa chi le osserva,
le nuvole son grigie verde il cuore che le innerva;
e niente ci risponde mentre noi parliamo al vento,
cercando un vano senso in tutto ciò che sembra spento;
a volte sembra quasi che qualcuno si ricordi
di tempi bei passati dove tutto era normale
ma nulla saprà dirci dove campi ancora verdi
rifugino le lucciole lontano da quel male,
ci resta solamente d'aspettare le cicale
ci resta solamente d'aspettare le cicale.
Momenti Di Silenzio
Nei momenti di silenzio
lui non sentiva nulla
gli occhi opachi imperscrutabili
lo fissavano come giudici
le guance flosce vecchie
si scioglievano nel sole
nei momenti di silenzio
quando tutto sembra spento
lui le labbra lunghe strette
implorava per il vento
le mani altrui vuote e pulite
senza segni di vita
i corpi altrui vuoti come piazze
come villaggi dopo una razzia
come una casa dopo una pazzia
gli occhi chinava
a guardare il suo silenzio
come un coltello sporco.
lui non sentiva nulla
gli occhi opachi imperscrutabili
lo fissavano come giudici
le guance flosce vecchie
si scioglievano nel sole
nei momenti di silenzio
quando tutto sembra spento
lui le labbra lunghe strette
implorava per il vento
le mani altrui vuote e pulite
senza segni di vita
i corpi altrui vuoti come piazze
come villaggi dopo una razzia
come una casa dopo una pazzia
gli occhi chinava
a guardare il suo silenzio
come un coltello sporco.
17 October 2011
20 - Quattro
Ad ogni curva cade un albero
ogni istante è un po' più inverno
cade come spessa nebbia
ed è come un nuovo giorno.
Quasi sovrappensiero
le mie stanze
sono sempre più ingombre
i miei palazzi sono sempre più pieni
con sempre meno spazio per vivere,
quando avremo finito il castello
non avremo più dove abitare
cucina bagno letto
tutto in una torre
le disegni e son già tue
ma la torre veramente è due per due
e scaffale dopo scaffale
il nostro posto scompare
sono fogli ciò che di noi rimane
e cumuli di bigliettini appesi ai muri
parole ormai smagnetizzate
tutto a restringere come un dilagante male
ciò che non si può chiamare
ormai più spazio vitale.
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50 Carezze,
Scheggia D'Essenza
14 October 2011
Seeds
Seeds everywhere
are spreading on the wind,
seeds are everywhere
and sing along with spring
seeds do often ask
for answers unaware
we can't help and
shake our cheeks
something someday
will decide and pray for us
instead of the diamond rain
he'll come and bless the cause.
Then seeds will be
ready to lift and thrive
without a single drop
of what's called love.
are spreading on the wind,
seeds are everywhere
and sing along with spring
seeds do often ask
for answers unaware
we can't help and
shake our cheeks
something someday
will decide and pray for us
instead of the diamond rain
he'll come and bless the cause.
Then seeds will be
ready to lift and thrive
without a single drop
of what's called love.
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13 October 2011
19 - Il Grammo Di Vita
Con un grammo di vita
tossisco come un tisico
ma con una voce dolce
respiro come un unico.
Con una scintilla di sole
abbraccio il cielo a mani alate
con un sentiero di fiumi
risalgo alle mie vette amate
con una spinta appena
e in quel momento
sotto di me
solo le tue braccia.
tossisco come un tisico
ma con una voce dolce
respiro come un unico.
Con una scintilla di sole
abbraccio il cielo a mani alate
con un sentiero di fiumi
risalgo alle mie vette amate
con una spinta appena
e in quel momento
sotto di me
solo le tue braccia.
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50 Carezze
08 October 2011
18 - Benvenuta
Aria fredda sul viso
ma tu mi tieni in vita.
Senza di te non avrei potuto
nemmeno trovarti, e provare
a insegnare a dire
a una tribù di muti
giorni belli, benvenuti.
ma tu mi tieni in vita.
Senza di te non avrei potuto
nemmeno trovarti, e provare
a insegnare a dire
a una tribù di muti
giorni belli, benvenuti.
Canzoni D'Amore
È come l'era che scorre
sfrenata come una gru
appena liberata
e come una grande
canzone d'amore
se si scrissero mai
non si scrivono più.
sfrenata come una gru
appena liberata
e come una grande
canzone d'amore
se si scrissero mai
non si scrivono più.
07 October 2011
Theatres Of The Never
Slowly theatres
open up
after the quake
they melt in water
after symptoms
various traces
actors jugglers
show their faces
all the seats
have changed to trees
and people
has to climb on leaves
all the walls
have suffered stoning
when the earth
began to moving
nothing ever
has been safer
they show off
their bloody scenes
when the actress
made an exit
every face
went down and lower
crying all their tears for her
the whitest lady on face of earth
weeping all they had to weep
offstage then she fall asleep
not to wake and to be never seen again
not to step
the stage
again.
There we could
examine better
what was felt
like frozen shiver
they backed home
with crippled heart
walking roads
crippled by earth
they backed home
towards their wives
with a sour deep
and madness
tried to explain
tried not to lose
what quake had spared
to give excuse
but speechless
tears were crying justice
many men
becoming homeless
nothing could do for them
nothing could mend their eyes
they had seen something
someher
somebody they
would never
sleep on
never.
open up
after the quake
they melt in water
after symptoms
various traces
actors jugglers
show their faces
all the seats
have changed to trees
and people
has to climb on leaves
all the walls
have suffered stoning
when the earth
began to moving
nothing ever
has been safer
they show off
their bloody scenes
when the actress
made an exit
every face
went down and lower
crying all their tears for her
the whitest lady on face of earth
weeping all they had to weep
offstage then she fall asleep
not to wake and to be never seen again
not to step
the stage
again.
There we could
examine better
what was felt
like frozen shiver
they backed home
with crippled heart
walking roads
crippled by earth
they backed home
towards their wives
with a sour deep
and madness
tried to explain
tried not to lose
what quake had spared
to give excuse
but speechless
tears were crying justice
many men
becoming homeless
nothing could do for them
nothing could mend their eyes
they had seen something
someher
somebody they
would never
sleep on
never.
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English
04 October 2011
Balance
Don't even spend a second thinking
that you're the only one to fall.
Don't even make a mistake laughing
at what may soon begin to call
at us, at us, at us, there's something in the air
and no, it isn't fair
and no, that isn't right
behind the blast there is a fight
right on her side
a red smile wide
he grins and fast
returns the blast.
Don't even spend a second twinkling
at old faint dying reddened stars
abandon ships to cowards sinking
and drive so fast and jump to Mars
so as to hide forever trace
of tears upon your kindest face.
The flames were shed upon the world
in a very rainy day
we thought at once the freedom was
a worthy price to pay.
The flames devouring eyes and hair
a faster pleasure would be fair
but slow hands slow paces
are taking me to different places.
The distance in my heart is growing higher
the line I'm tracing begins to cycle
across the lands and seas and I
can't bear the silence walking further.
Please you roads, you roots,
bend.
Bend to cross my fiery nonsense
my whole symbolic lacks of contents
and I stand still behind a wall of ice
transforming me into an army of mice
to climb the cliffside almost running
and balance on a leaf sky drifting.
that you're the only one to fall.
Don't even make a mistake laughing
at what may soon begin to call
at us, at us, at us, there's something in the air
and no, it isn't fair
and no, that isn't right
behind the blast there is a fight
right on her side
a red smile wide
he grins and fast
returns the blast.
Don't even spend a second twinkling
at old faint dying reddened stars
abandon ships to cowards sinking
and drive so fast and jump to Mars
so as to hide forever trace
of tears upon your kindest face.
The flames were shed upon the world
in a very rainy day
we thought at once the freedom was
a worthy price to pay.
The flames devouring eyes and hair
a faster pleasure would be fair
but slow hands slow paces
are taking me to different places.
The distance in my heart is growing higher
the line I'm tracing begins to cycle
across the lands and seas and I
can't bear the silence walking further.
Please you roads, you roots,
bend.
Bend to cross my fiery nonsense
my whole symbolic lacks of contents
and I stand still behind a wall of ice
transforming me into an army of mice
to climb the cliffside almost running
and balance on a leaf sky drifting.
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English
Vorticare
Ci gira attorno come un vortice di veli e sensazioni
esita e poi slancia la sua punta d'ironia,
così ferite s'aprono come boccioli di sole
sporgendo intruse complici del buio e del silenzio,
cadendo come cadono le lacrime col vento
cadendo come cade un pensiero di traverso
lasciando il fiato mozzo come un fulmine a ciel terso
lasciando il fiato monco
come ad ingoiare un tronco
lasciando il cuore in pezzi
quasi amar fosse da pazzi.
esita e poi slancia la sua punta d'ironia,
così ferite s'aprono come boccioli di sole
sporgendo intruse complici del buio e del silenzio,
cadendo come cadono le lacrime col vento
cadendo come cade un pensiero di traverso
lasciando il fiato mozzo come un fulmine a ciel terso
lasciando il fiato monco
come ad ingoiare un tronco
lasciando il cuore in pezzi
quasi amar fosse da pazzi.
Insulti E Latenze
Su uno sfondo di mille latenze
cala la falce di funebri assenze.
Cala la mano,
cala la vista
cade su tutto come un vago sentore
di chiese e di case cui accade l'amore.
Sopra una foglia ho dipinto il mio nome
a tinte ampie per leggerlo bene
a tinte scure per dire d'un fiato
che questa è la fine che questo era il Fato.
Violenta insicura la mano che taglia
come una scure su fragile foglia
come una mano su candida pelle
non ho mai visto sul cielo le stelle.
Cala la mano,
cala la vita
cala il sipario
sull'erba infinita
lunghi pensieri
lunghi sospiri
e cavalcate notturne e regali
come una luna di candide ali.
Sono le forse
spietate parole
tutti gli insulti
che può il mare al sole.
cala la falce di funebri assenze.
Cala la mano,
cala la vista
cade su tutto come un vago sentore
di chiese e di case cui accade l'amore.
Sopra una foglia ho dipinto il mio nome
a tinte ampie per leggerlo bene
a tinte scure per dire d'un fiato
che questa è la fine che questo era il Fato.
Violenta insicura la mano che taglia
come una scure su fragile foglia
come una mano su candida pelle
non ho mai visto sul cielo le stelle.
Cala la mano,
cala la vita
cala il sipario
sull'erba infinita
lunghi pensieri
lunghi sospiri
e cavalcate notturne e regali
come una luna di candide ali.
Sono le forse
spietate parole
tutti gli insulti
che può il mare al sole.
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Scheggia D'Essenza
La Parola
Se è solo una parola,
bene,
quale?
Se è un qui o un là
o uno stare insieme
o una febbre leggera
può essere bene?
Se è solo una parola,
bene,
quale?
Una cosa detta a caso
non può che fare male.
Se è solo una parola
perché io non la so?
Perché non posso
semplicemente aprirmi
come un fiore notturno
e svelare all'incauto
il mio cuore d'ombra?
Torno ad essere il mio male
il mio selvatico silenzio
torno ad essere un ricordo
perso in lacrime d'assenzio.
bene,
quale?
Se è un qui o un là
o uno stare insieme
o una febbre leggera
può essere bene?
Se è solo una parola,
bene,
quale?
Una cosa detta a caso
non può che fare male.
Se è solo una parola
perché io non la so?
Perché non posso
semplicemente aprirmi
come un fiore notturno
e svelare all'incauto
il mio cuore d'ombra?
Torno ad essere il mio male
il mio selvatico silenzio
torno ad essere un ricordo
perso in lacrime d'assenzio.
02 October 2011
17 - Dolci Giorni
L'acqua corre
i fiori anche
noi la fermiamo
senza pensarci;
dolci giorni
troppo in alto per tirarsi dietro
le bolle di fragilità
di una terra di vetro.
Dolci giorni
giorni belli
circondati da brandelli
mentre provo ad ignorarli
chiusi in fondo ai miei castelli
riesco solo a detestarli
mentre tu ti ci ribelli.
Dolci giorni
perdonatemi
vi saluta il cuore mio
dolci giorni
arrivederci addio.
i fiori anche
noi la fermiamo
senza pensarci;
dolci giorni
troppo in alto per tirarsi dietro
le bolle di fragilità
di una terra di vetro.
Dolci giorni
giorni belli
circondati da brandelli
mentre provo ad ignorarli
chiusi in fondo ai miei castelli
riesco solo a detestarli
mentre tu ti ci ribelli.
Dolci giorni
perdonatemi
vi saluta il cuore mio
dolci giorni
arrivederci addio.
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50 Carezze
Crepuscolo
Mai un tal silenzio
ha seguito il lampo
nella sua corsa sulle praterie;
nessuno dica che il cielo era sereno
era vigorosamente nero
e ti lasciava sprofondare
come un abisso mare.
Mai un tal silenzio
come un rubino
ha incoronato le nuvole
di riflessi vermigli
di mille dettagli
tra ombre e spiragli
tue luci miei sbagli.
ha seguito il lampo
nella sua corsa sulle praterie;
nessuno dica che il cielo era sereno
era vigorosamente nero
e ti lasciava sprofondare
come un abisso mare.
Mai un tal silenzio
come un rubino
ha incoronato le nuvole
di riflessi vermigli
di mille dettagli
tra ombre e spiragli
tue luci miei sbagli.
28 September 2011
16 - Dondolio
Piovono i pensieri come calmi sentimenti sulle loro
ombre lunghe è appena sera e guardo calmo come i
pioppi danzano selvatici nel vento verso Ottobre sento
piano che qualcosa sale e s'alza come un'onda o come un'
enfasi sull'attimo che copre di corallo tutto
[quanto steso in cerchio sopra un mare di cristallo.
ombre lunghe è appena sera e guardo calmo come i
pioppi danzano selvatici nel vento verso Ottobre sento
piano che qualcosa sale e s'alza come un'onda o come un'
enfasi sull'attimo che copre di corallo tutto
[quanto steso in cerchio sopra un mare di cristallo.
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50 Carezze
25 September 2011
Passare Il Turno
Io non so,
così,
non so se è qui
che finisce il foglio,
non so se è qui
che morire voglio.
Voglio passare il turno
e come un'occasione
dare il tempo di mostrare a fondo
di cosa son degno
e di chi è degno il mondo.
Forse un luogo bello
pronto all'omicidio
o forse un luogo oscuro
per non dar fastidio
bastan le parole
a dare il tocco surreale
non serve certo ricordare
che anche loro fanno male
che anche i luoghi san ferire
come i tempi san partire
quando tagli teste all'idra
stai rompendo una clessidra.
Vorrei passare il turno
e cedere spazio a chi ne vuole
smettere subito di rubare zeri
a chi non ha nulla nemmeno respiri
vorrei passare il turno
e chiudere in silenzio
più ferreo d'ogni pugno
quest'orrore devastante
di cui sempre mi vergogno.
così,
non so se è qui
che finisce il foglio,
non so se è qui
che morire voglio.
Voglio passare il turno
e come un'occasione
dare il tempo di mostrare a fondo
di cosa son degno
e di chi è degno il mondo.
Forse un luogo bello
pronto all'omicidio
o forse un luogo oscuro
per non dar fastidio
bastan le parole
a dare il tocco surreale
non serve certo ricordare
che anche loro fanno male
che anche i luoghi san ferire
come i tempi san partire
quando tagli teste all'idra
stai rompendo una clessidra.
Vorrei passare il turno
e cedere spazio a chi ne vuole
smettere subito di rubare zeri
a chi non ha nulla nemmeno respiri
vorrei passare il turno
e chiudere in silenzio
più ferreo d'ogni pugno
quest'orrore devastante
di cui sempre mi vergogno.
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Biglietto Aereo
Biglietto aereo
sola andata
un solo posto
nessuna fermata
un solo dove
un solo quando
questo è ciò
che sto aspettando
questo è ciò
che si prospetta
sul mio volto vana fretta
questo è ciò che mi si deve
come pegno alla mia neve
come pegno ai miei pensieri
parto domani
forse ieri.
Biglietto aereo
sola andata
il viso dell'alba
la chioma ramata
poi l'ombra del corvo
si stende dovunque
lo sguardo più torvo
di ogni chiunque,
forse quel luogo
forse quel tempo
saprà rivelarmi
da dove provengo
forse quel luogo
forse quel giorno
quell'orlo da cui
non c'è alcun ritorno.
Biglietto aereo sola andata
la nebbia d'autunno non s'è rivelata
la foga di Poenia non è disillusa
risponde la nenia di un'aria viziata
la stanza era chiusa, a doppia mandata
non è questo il mio posto
l'ho capito un po' tardi
scartando quel troppo
smielando i ricordi
e in questo aeroporto
non vi son ritardi.
Biglietto aereo
sola andata
baci a tutti che in cerchio ballate
nella sala deserta
delle attese negate,
ognuno aspettava
pregando la pioggia
ma per una volta
la nebbia fu saggia
e pianger non deve
nessuno la spreme
- voglio fare come l'aria
e crogiolarmi nel solletico dell'erba -
la faccia rivolta
all'unica luce
quell'unica uscita
dall'unica strada
dall'unica vita;
solo stavolta
qui ad aspettare
non ci sono io
né lacrime amare
né niente di niente
né attese né nulla
un'aereo di spettri
di bambole a molla
mi porta a qualcosa
cui non sono pronto
la terra infinita
su cui corre il vento
libero di ruotare
sui cardini del cielo
mi guarda la nebbia
cadendo il suo velo
mi guarda la pioggia
curvando il suo stelo
e io le rispondo,
nel mentre, disgelo.
sola andata
un solo posto
nessuna fermata
un solo dove
un solo quando
questo è ciò
che sto aspettando
questo è ciò
che si prospetta
sul mio volto vana fretta
questo è ciò che mi si deve
come pegno alla mia neve
come pegno ai miei pensieri
parto domani
forse ieri.
Biglietto aereo
sola andata
il viso dell'alba
la chioma ramata
poi l'ombra del corvo
si stende dovunque
lo sguardo più torvo
di ogni chiunque,
forse quel luogo
forse quel tempo
saprà rivelarmi
da dove provengo
forse quel luogo
forse quel giorno
quell'orlo da cui
non c'è alcun ritorno.
Biglietto aereo sola andata
la nebbia d'autunno non s'è rivelata
la foga di Poenia non è disillusa
risponde la nenia di un'aria viziata
la stanza era chiusa, a doppia mandata
non è questo il mio posto
l'ho capito un po' tardi
scartando quel troppo
smielando i ricordi
e in questo aeroporto
non vi son ritardi.
Biglietto aereo
sola andata
baci a tutti che in cerchio ballate
nella sala deserta
delle attese negate,
ognuno aspettava
pregando la pioggia
ma per una volta
la nebbia fu saggia
e pianger non deve
nessuno la spreme
- voglio fare come l'aria
e crogiolarmi nel solletico dell'erba -
la faccia rivolta
all'unica luce
quell'unica uscita
dall'unica strada
dall'unica vita;
solo stavolta
qui ad aspettare
non ci sono io
né lacrime amare
né niente di niente
né attese né nulla
un'aereo di spettri
di bambole a molla
mi porta a qualcosa
cui non sono pronto
la terra infinita
su cui corre il vento
libero di ruotare
sui cardini del cielo
mi guarda la nebbia
cadendo il suo velo
mi guarda la pioggia
curvando il suo stelo
e io le rispondo,
nel mentre, disgelo.
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Nadir
Le vie per ascendere e discendere
sono tante quante i miei nadir,
non esiste strada in piano
che non offra il suo soffrir,
all'ambra aurea che tieni in mano
feticcio delle rose su cui vuoi morir.
sono tante quante i miei nadir,
non esiste strada in piano
che non offra il suo soffrir,
all'ambra aurea che tieni in mano
feticcio delle rose su cui vuoi morir.
24 September 2011
Il Demone
Ogni parola che sento
è più forte di me
non ce la faccio
non posso
no.
Ogni parola che sento
dev'esserci qualcosa di sbagliato
qualche nostalgia
incagliata
sulle isole delle mie nemesi
qualcosa che mi stringe
mi incendia
mi consuma.
Ogni parola che sento
è una lenta morte.
Ogni parola che sento
è come se non funzionasse
un meccanismo rotto
un interruttore aperto
un filo rotto
un cavo scoperto.
Ogni parola che sento
qualcosa non va come dovrebbe
come deve
come se d'un tratto
non esistesse più la neve.
Ogni parola che sento
quella nostalgia mi sfianca
quel qualcosa che mi manca
ogni istante è buono
ogni nuvola
è tuono
ogni momento è una disfatta
sopra i campi elisi
e dei cieli che vorrei
non resta nulla per me
e dell'aria che respiro
non resta nulla per me
e del suolo che calpesto
qualcosa mi chiama
quel demone,
che sogno sempre
e che
mi ha già trovato.
Ora è tutto chiaro
esiste un demone
e sono io.
è più forte di me
non ce la faccio
non posso
no.
Ogni parola che sento
dev'esserci qualcosa di sbagliato
qualche nostalgia
incagliata
sulle isole delle mie nemesi
qualcosa che mi stringe
mi incendia
mi consuma.
Ogni parola che sento
è una lenta morte.
Ogni parola che sento
è come se non funzionasse
un meccanismo rotto
un interruttore aperto
un filo rotto
un cavo scoperto.
Ogni parola che sento
qualcosa non va come dovrebbe
come deve
come se d'un tratto
non esistesse più la neve.
Ogni parola che sento
quella nostalgia mi sfianca
quel qualcosa che mi manca
ogni istante è buono
ogni nuvola
è tuono
ogni momento è una disfatta
sopra i campi elisi
e dei cieli che vorrei
non resta nulla per me
e dell'aria che respiro
non resta nulla per me
e del suolo che calpesto
qualcosa mi chiama
quel demone,
che sogno sempre
e che
mi ha già trovato.
Ora è tutto chiaro
esiste un demone
e sono io.
23 September 2011
Cammina Senza Far Rumore
Cammina senza fare alcun rumore
notte implora il suo splendore
cammina come se vedesse già
ciò che vedo e quello che sarà
ricorda il buio gli occhi miei così
li vedrai la notte in cui saprò
sono quasi il tempo mio malato
il tempo d'ergermi spietato
conto i giorni ed i secondi
ed i minuti e conto tutto
alla rovescia la clessidra
si restringe piano piano
sabbia fine come l'aria
cade giù dalla mia mano
cammina senza fare alcun rumore
come la notte il tempo mi muore accanto
gli tengo la testa e non so cosa dire
gli chiudo gli occhi e non so dove guardare
da quel momento nulla ha senso
tutto incupisce e diventa una virgola nel silenzio
tutto s'adombra ed è come una pausa nel pensiero
trascinano i sentimenti uno dopo l'altro
come cadaveri.
Fuggire
Sente lentamente
una voglia
sottile,
se semplicemente
tutto potesse
svanire...
Così
c'è già
la neve è verità
la neve giù
cadendo
scuote già.
Il vento
di fuoco
brucia fiamme alte in ciel
la terra
ad un tratto
smette di girar,
e la notte
vigila per te
tenebrosa
madre
fior dei fior.
Così
le foglie
strappate ai rami giacciono
sui riccioli dei prati come fogli bruciacchiati,
e tu canti
con le mani
nella neve blu.
Certi sono veri
sogni falsi messaggeri.
Così ogni dì
che se ne va così
si piange
piano
guarda da lontano
o le notti
che ti
increspano
o le notti
che
ti piegano.
O le notti
che ti
spengono,
certi echi
son lontani
son difficili e letali
certe voci
senti
in fondo al cuor.
Certi sogni
svegliano
d'orror.
Certe voci
parlano
così
e tu sei qui
le mani tese
al cuor.
E tu sei qui
le labbra in fulmini
e l'acqua scorre in ciel.
Certe voci
parlano
di luoghi oscuri
viverli vorrai.
Così
sei qui
tu e l'ombra soli in sincrono.
Così
tu e lei
le cose scorrono...
Certi fiumi
sono lenti.
Certi fiumi
sono spenti.
E le cose
guardi adesso
e mai
come foglie
dentro il vento
ormai
fuggono
fuggono,
come attimi.
Fuggono
fuggono,
come,
semplici
unici
attimi.
una voglia
sottile,
se semplicemente
tutto potesse
svanire...
Così
c'è già
la neve è verità
la neve giù
cadendo
scuote già.
Il vento
di fuoco
brucia fiamme alte in ciel
la terra
ad un tratto
smette di girar,
e la notte
vigila per te
tenebrosa
madre
fior dei fior.
Così
le foglie
strappate ai rami giacciono
sui riccioli dei prati come fogli bruciacchiati,
e tu canti
con le mani
nella neve blu.
Certi sono veri
sogni falsi messaggeri.
Così ogni dì
che se ne va così
si piange
piano
guarda da lontano
o le notti
che ti
increspano
o le notti
che
ti piegano.
O le notti
che ti
spengono,
certi echi
son lontani
son difficili e letali
certe voci
senti
in fondo al cuor.
Certi sogni
svegliano
d'orror.
Certe voci
parlano
così
e tu sei qui
le mani tese
al cuor.
E tu sei qui
le labbra in fulmini
e l'acqua scorre in ciel.
Certe voci
parlano
di luoghi oscuri
viverli vorrai.
Così
sei qui
tu e l'ombra soli in sincrono.
Così
tu e lei
le cose scorrono...
Certi fiumi
sono lenti.
Certi fiumi
sono spenti.
E le cose
guardi adesso
e mai
come foglie
dentro il vento
ormai
fuggono
fuggono,
come attimi.
Fuggono
fuggono,
come,
semplici
unici
attimi.
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22 September 2011
Echi E Respiri
Gli echi si perdono
i respiri li si trova solo
una mano in alto
e qualcosa è preso al volo
un pugno stretto
ed è quasi una promessa
se mi cerchi puoi trovarmi
come in una foto mossa
appoggiato sul mio letto
come un tronco in un ruscello
con l'acqua che mi tocca
senza mai potermi
davvero
bagnare.
i respiri li si trova solo
una mano in alto
e qualcosa è preso al volo
un pugno stretto
ed è quasi una promessa
se mi cerchi puoi trovarmi
come in una foto mossa
appoggiato sul mio letto
come un tronco in un ruscello
con l'acqua che mi tocca
senza mai potermi
davvero
bagnare.
15 - Filastrocca
Filastrocca.
Guarda guarda,
che ho trovato
una primula sul prato,
guarda guarda,
s'è staccata
la sua pianta non c'è più
senza vento senza meta
strano fiore che sei tu.
Viso rosso,
quant'è bella!
questa primula d'estate
sei una pianta o sei una stella
con le ali stropicciate?
Viso a strisce
gialle e nere
sembri un'ape fatta a fiore
avrai freddo, queste sere
tra la terra e il suo biancore!
Gambe fredde,
piedi gelati!
sei davvero una stranezza
e sui tuoi occhi congelati
poso piano una carezza.
Piccolina
piccolina!
che ci fai qui fuori sola?
quando sento che sei buona
il tuo profumo al vento vola.
una primula,
d'Agosto,
tempo strano per trovarti
ma ti ho presa e messa a posto
per poter davvero amarti.
A Claudia.
Guarda guarda,
che ho trovato
una primula sul prato,
guarda guarda,
s'è staccata
la sua pianta non c'è più
senza vento senza meta
strano fiore che sei tu.
Viso rosso,
quant'è bella!
questa primula d'estate
sei una pianta o sei una stella
con le ali stropicciate?
Viso a strisce
gialle e nere
sembri un'ape fatta a fiore
avrai freddo, queste sere
tra la terra e il suo biancore!
Gambe fredde,
piedi gelati!
sei davvero una stranezza
e sui tuoi occhi congelati
poso piano una carezza.
Piccolina
piccolina!
che ci fai qui fuori sola?
quando sento che sei buona
il tuo profumo al vento vola.
Una primula,
d'Agosto!
tempo strano per trovarti!
ma ti ho presa e messa a posto
per poi chino a te parlarti;
una primula,
d'Agosto,
tempo strano per trovarti
ma ti ho presa e messa a posto
per poter davvero amarti.
A Claudia.
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21 September 2011
14 - Sotto La Neve
Sotto la neve
forse
compare un sorriso.
Sotto gli stracci
gli strati
due unghie grattano
come gessi
su pellicce di lamiera
quanto siamo diventati forti
a furia di crederci grandi,
ma alla fine
arriva il gelo
e il ferro è più ghiacciato del legno.
Ho saltato l'ultima volta
ora non salto più.
Ho anche gridato la volta scorsa
ma questa volta
non grido più.
Ho riso da solo, come un pazzo,
ma adesso, di certo non rido.
Sotto i cenci
sottili
e montagne di palle di carta
sono i fogli di tutte
le mie biblioteche
finalmente a terra.
Potessi farmi una casa
con tutte le cose che so
che sogno
vivrei in un castello.
Potessi essere
come una quercia è ghianda
tutto quello che so
e tutte le cose che scrivo
sarei un drago.
Ma scrivere di te
com'è difficile ascoltarmi
accogli quindi i sogni
se questo vorrai darmi.
Mi trovo in un pensiero
l'inizio di un percorso
mi sento sciocco a pensare ciò che penso
quindi capisco
che è finita la poesia.
Bbbeeeeeeeeeep. Collegamento interrotto. Bbbeeeeeeeee...
forse
compare un sorriso.
Sotto gli stracci
gli strati
due unghie grattano
come gessi
su pellicce di lamiera
quanto siamo diventati forti
a furia di crederci grandi,
ma alla fine
arriva il gelo
e il ferro è più ghiacciato del legno.
Ho saltato l'ultima volta
ora non salto più.
Ho anche gridato la volta scorsa
ma questa volta
non grido più.
Ho riso da solo, come un pazzo,
ma adesso, di certo non rido.
Sotto i cenci
sottili
e montagne di palle di carta
sono i fogli di tutte
le mie biblioteche
finalmente a terra.
Potessi farmi una casa
con tutte le cose che so
che sogno
vivrei in un castello.
Potessi essere
come una quercia è ghianda
tutto quello che so
e tutte le cose che scrivo
sarei un drago.
Ma scrivere di te
com'è difficile ascoltarmi
accogli quindi i sogni
se questo vorrai darmi.
Mi trovo in un pensiero
l'inizio di un percorso
mi sento sciocco a pensare ciò che penso
quindi capisco
che è finita la poesia.
Bbbeeeeeeeeeep. Collegamento interrotto. Bbbeeeeeeeee...
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50 Carezze
20 September 2011
13 - A Noi Piace Così
È da tanto che non parliamo
l'orizzonte è talmente lontano che non sarà mai qui
ma a noi piace così.
È da tanto che non scriviamo
ciò che pensiamo su quaderni ammuffiti
a furia di aprirli e di chiuderli
come origami di paglia.
È da tanto che non sveliamo
qualche piccolo segreto
qualche desiderio timido
scritto in piccolo
in fondo a un foglio umido.
A noi piace così
e non è che sia un peccato
sei occhi e due linguaggi
e nessuno ha mai parlato.
Scrivimi
furiosamente
solo ogni tanto
così per fare
nell'ogni tanto
d'ogni giorno
scoprirem
l'amore.
l'orizzonte è talmente lontano che non sarà mai qui
ma a noi piace così.
È da tanto che non scriviamo
ciò che pensiamo su quaderni ammuffiti
a furia di aprirli e di chiuderli
come origami di paglia.
È da tanto che non sveliamo
qualche piccolo segreto
qualche desiderio timido
scritto in piccolo
in fondo a un foglio umido.
A noi piace così
e non è che sia un peccato
sei occhi e due linguaggi
e nessuno ha mai parlato.
Scrivimi
furiosamente
solo ogni tanto
così per fare
nell'ogni tanto
d'ogni giorno
scoprirem
l'amore.
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Vanesse
Fuori dalla finestra c'è un riassunto di fulmini
sembrano fissarmi
espressivi
come gli occhi vigili
sulle ali delle vanesse.
sembrano fissarmi
espressivi
come gli occhi vigili
sulle ali delle vanesse.
La Sentenza
Quando il giorno alla notte
come una sentenza accade
quando alla terra come ferite
spuntano sottili strade
contorte distorte quasi incomprensibili
luci senza ombre il contro sole è luminoso
l'altro lato di ogni cosa sono i suoi ventagli deboli
e tutto che si nega nel suo farsi dispettoso.
Non è con la dolcezza che dirai che sei amaro
non è mentendo al falso che ti dirai sincero
ma vero al vero e falso al falso
sono ciò che sono, ero ciò che ero.
come una sentenza accade
quando alla terra come ferite
spuntano sottili strade
contorte distorte quasi incomprensibili
luci senza ombre il contro sole è luminoso
l'altro lato di ogni cosa sono i suoi ventagli deboli
e tutto che si nega nel suo farsi dispettoso.
Non è con la dolcezza che dirai che sei amaro
non è mentendo al falso che ti dirai sincero
ma vero al vero e falso al falso
sono ciò che sono, ero ciò che ero.
17 September 2011
La Sfericità Del Mondo
In un mondo di ritorni
dopotutto il cielo è azzurro
come l'urlo dopo l'eco
ti ritorna che è un sussurro
e l'amore contro il mondo
si riflette sottilmente
ci rivela in vibrazioni
ciò che tutto il resto mente
e le mani sulla terra
che raccolgono selvagge
di pozzanghere son nere
come regni delle piogge;
in un mondo di ritorni
in un mondo di pallore
è il tempo il metro dei giorni
e il mondo bilancia del cuore.
dopotutto il cielo è azzurro
come l'urlo dopo l'eco
ti ritorna che è un sussurro
e l'amore contro il mondo
si riflette sottilmente
ci rivela in vibrazioni
ciò che tutto il resto mente
e le mani sulla terra
che raccolgono selvagge
di pozzanghere son nere
come regni delle piogge;
in un mondo di ritorni
in un mondo di pallore
è il tempo il metro dei giorni
e il mondo bilancia del cuore.
14 September 2011
12 - Certe Volte Il Mondo È Ingiusto
Non è giusto che le mani più sottili più tremino alla brezza
non è giusto che si possa chieder peso a una carezza;
credo che ogni tanto in ogni dove il mondo vada dove voglia
il mondo cada all'incontrario quando tremi quasi foglia;
cerco nelle mie parole in tutto ciò che so
per come rendere giustizia di questa iniquità
forse non è buono dare colpe a chi
ha visto nella vita un dolce sforzo a metà;
non è giusto che
quando penso a te
vedo spesso due occhi impauriti
due espressioni sospese
due mondi infiniti
non sguardi, pretese.
Mi chiedo come fare per legarti sulla schiena
due ali di cartone che non si stacchino mai
ti stringo troppo forte e ti entro in una vena
ti volo per il cuore, galleria invisibile dei fantasmi che hai
e mi si stringe l'anima, passerebbe per un ago
così potrai cucirti le mie mani sulle guance
così potrai riaprirmi nel mio cuore che si stringe
portandomi per mano sulle sponde del tuo lago.
non è giusto che si possa chieder peso a una carezza;
credo che ogni tanto in ogni dove il mondo vada dove voglia
il mondo cada all'incontrario quando tremi quasi foglia;
cerco nelle mie parole in tutto ciò che so
per come rendere giustizia di questa iniquità
forse non è buono dare colpe a chi
ha visto nella vita un dolce sforzo a metà;
non è giusto che
quando penso a te
vedo spesso due occhi impauriti
due espressioni sospese
due mondi infiniti
non sguardi, pretese.
Mi chiedo come fare per legarti sulla schiena
due ali di cartone che non si stacchino mai
ti stringo troppo forte e ti entro in una vena
ti volo per il cuore, galleria invisibile dei fantasmi che hai
e mi si stringe l'anima, passerebbe per un ago
così potrai cucirti le mie mani sulle guance
così potrai riaprirmi nel mio cuore che si stringe
portandomi per mano sulle sponde del tuo lago.
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50 Carezze
L'Ambiguità Del Silenzio
Liberamente informe
le mani piene d'acqua
che non sgocciola via
mai più mai più
sapremo tutti scordarci
dei nostri d'ora in poi
forse è così facile
sprecarsi dietro a una mano alzata
e non riuscire più a riaversi.
Ora invece mi sento
quella linea di silenzio
una mano nella farina
un cucchiaino nel caffè
la violenza di uno schianto
nel più orribile silenzio,
quasi il silenzio fosse la scusa
per chiudere gli occhi
dinanzi all'accusa
quasi il silenzio fosse la scusa
per non muovere un dito
io non ho sentito
quasi il silenzio fosse una mossa
per lavarsi le mani
dalla terra di fossa.
le mani piene d'acqua
che non sgocciola via
mai più mai più
sapremo tutti scordarci
dei nostri d'ora in poi
forse è così facile
sprecarsi dietro a una mano alzata
e non riuscire più a riaversi.
Ora invece mi sento
quella linea di silenzio
una mano nella farina
un cucchiaino nel caffè
la violenza di uno schianto
nel più orribile silenzio,
quasi il silenzio fosse la scusa
per chiudere gli occhi
dinanzi all'accusa
quasi il silenzio fosse la scusa
per non muovere un dito
io non ho sentito
quasi il silenzio fosse una mossa
per lavarsi le mani
dalla terra di fossa.
Il Pendolo
Il pendolo si muove
un altro mondo si affaccia
si ferma e tutto tace.
Qualcuno mi prese e mi portò in alto
contro la mia voglia
contro la mia forza,
contro tutte quelle cose che vedevo come mie
e sopra la mia pelle si intrecciavano le vie;
quante persone mi hanno percorso
calpestando i miei prati fioriti
quante persone hanno in passato
preso al mio tempo ricordi infiniti;
correvano e di corsa
hanno preso e poi saltato
il fiume che spezzava
l'altra terra da quel prato,
nulla li teneva
nessuno li terrà
ciò che il mondo conteneva
nessun altro ruberà;
si ferma il sole nella derisione
sceglie le parole con accuratezza folle
cala la sua mano come spettro di una lama
a scindere per sempre ciò che sente da chi chiama,
si ferma il sole nella decisione
di chiudere per sempre
le porte che permisero a quel vento di settembre
di evadere selvaggio dalla gabbia del passato
d'erodere d'un fiato
desertificare tutto
di rendere ogni giorno il giorno dopo un po' più brutto.
Riprende tranquillo come ogni mattina
il brusio rassicurante del mondo che funziona
riprendo fiato nel mio dove
ed il pendolo si muove.
un altro mondo si affaccia
si ferma e tutto tace.
Qualcuno mi prese e mi portò in alto
contro la mia voglia
contro la mia forza,
contro tutte quelle cose che vedevo come mie
e sopra la mia pelle si intrecciavano le vie;
quante persone mi hanno percorso
calpestando i miei prati fioriti
quante persone hanno in passato
preso al mio tempo ricordi infiniti;
correvano e di corsa
hanno preso e poi saltato
il fiume che spezzava
l'altra terra da quel prato,
nulla li teneva
nessuno li terrà
ciò che il mondo conteneva
nessun altro ruberà;
si ferma il sole nella derisione
sceglie le parole con accuratezza folle
cala la sua mano come spettro di una lama
a scindere per sempre ciò che sente da chi chiama,
si ferma il sole nella decisione
di chiudere per sempre
le porte che permisero a quel vento di settembre
di evadere selvaggio dalla gabbia del passato
d'erodere d'un fiato
desertificare tutto
di rendere ogni giorno il giorno dopo un po' più brutto.
Riprende tranquillo come ogni mattina
il brusio rassicurante del mondo che funziona
riprendo fiato nel mio dove
ed il pendolo si muove.
13 September 2011
11 - Sul Fondo Del Mareterno
Qualcosa si accoglie
qualcosa si raccoglie
nei mille autunni sotto cui si viaggia
sotto verdi sponde sotto cui si cela l'acqua
sotto il mareterno sul cui fondo c'è la spiaggia
file fedeli d'ombrelloni fantasma
tra case di corallo
e scogliere di cristallo
palazzi alti come il mondo che non sbucano nemmeno
dall'acqua troppo fonda sopra cui respira il cielo.
Qualcosa si raccoglie
qualcosa si distoglie
solo per amare
quant'è amaro risparmiare.
Qualcosa si distoglie
qualcosa si accoglie
imparando a sfiorarsi con la dovuta durezza
riuscendo a toccarsi con la giusta carezza.
qualcosa si raccoglie
nei mille autunni sotto cui si viaggia
sotto verdi sponde sotto cui si cela l'acqua
sotto il mareterno sul cui fondo c'è la spiaggia
file fedeli d'ombrelloni fantasma
tra case di corallo
e scogliere di cristallo
palazzi alti come il mondo che non sbucano nemmeno
dall'acqua troppo fonda sopra cui respira il cielo.
Qualcosa si raccoglie
qualcosa si distoglie
solo per amare
quant'è amaro risparmiare.
Qualcosa si distoglie
qualcosa si accoglie
imparando a sfiorarsi con la dovuta durezza
riuscendo a toccarsi con la giusta carezza.
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50 Carezze
Qualcosa Si Distoglie
Qualcosa si raccoglie
qualcosa si distoglie
ampi archi di braccia
in equilibri attenti e timorosi
le altalene del tempo
con su seduto un altro bambino
salta giù diventa un altro
quasi spaventato dal suo troppo lungo salto.
10 September 2011
Il Giorno Del Rovesciamento
Un giorno
il giorno prima
dovrò svuotarmi il cuore
quel giorno sarò gioia
per altri, dolore.
il giorno prima
dovrò svuotarmi il cuore
quel giorno sarò gioia
per altri, dolore.
Non Ho Detto
Non ho detto tutto
su tre giorni di silenzio
sul cui nome sfila il tempo
ora penso e guardo bene
non ho detto tutto.
su tre giorni di silenzio
sul cui nome sfila il tempo
ora penso e guardo bene
non ho detto tutto.
Ignoranza
Dopo una pausa
cerco il mio posto
in un universo di colpe
senza premio o punizione
voglio un angelo a parlarmi
ignorare è maledizione.
cerco il mio posto
in un universo di colpe
senza premio o punizione
voglio un angelo a parlarmi
ignorare è maledizione.
09 September 2011
10 - Ogni Tanto Si Posa
Ogni tanto si posa
sguardo innocuo e sincero
tacito e splendido veliero
come uno sguardo
si affretta a sollevarsi poco dopo;
lasciami far di te un pupazzo
non scorrere sull'erba
neve al sole di Settembre
riposati finché non sarò stanco delle ombre
del tuo viso lungo il sole
adagiato.
Ogni tanto si posa
su di me
e allora stringo e lo costringo
a restare col suo tepore
dormi ancora qualche attimo
di un vacillante
tempo
finalmente gioioso
di straziante sonno.
sguardo innocuo e sincero
tacito e splendido veliero
come uno sguardo
si affretta a sollevarsi poco dopo;
lasciami far di te un pupazzo
non scorrere sull'erba
neve al sole di Settembre
riposati finché non sarò stanco delle ombre
del tuo viso lungo il sole
adagiato.
Ogni tanto si posa
su di me
e allora stringo e lo costringo
a restare col suo tepore
dormi ancora qualche attimo
di un vacillante
tempo
finalmente gioioso
di straziante sonno.
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9 - Presente
Viola è il colore dell'eternità
che rende livido
il presente più roseo
e il mondo più vivido.
Grazie.
che rende livido
il presente più roseo
e il mondo più vivido.
Grazie.
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08 September 2011
Interiorizzazione
Quando si trascorre troppo tempo con la morte davanti
si finisce con l'averla dentro.
si finisce con l'averla dentro.
Fare I Bravi
Meglio comportarsi bene
perché si sta avvicinando
meglio fare i bravi
essere buoni
amare il prossimo
perché sta per arrivare
meglio amare il mondo
come un filo su sé stessi
meglio amare tutto
cose piante uomo e donna
perché sta arrivando
si sta avvicinando
io lo sento;
palesemente triste
disgustosamente vero
si sta avvicinando
inesorabile veliero;
meglio fare i bravi
amarsi a vicenda
fare pace
non lasciare nulla in sospeso
fare sì che un muto senso di pace segua le proprie parole,
meglio soppesare i termini
e non contare i grammi coi sentimenti
meglio farsi belli
essere in forma smagliante
apparire al proprio meglio
sembrare pronti
volenterosi
perché sta per arrivare.
perché si sta avvicinando
meglio fare i bravi
essere buoni
amare il prossimo
perché sta per arrivare
meglio amare il mondo
come un filo su sé stessi
meglio amare tutto
cose piante uomo e donna
perché sta arrivando
si sta avvicinando
io lo sento;
palesemente triste
disgustosamente vero
si sta avvicinando
inesorabile veliero;
meglio fare i bravi
amarsi a vicenda
fare pace
non lasciare nulla in sospeso
fare sì che un muto senso di pace segua le proprie parole,
meglio soppesare i termini
e non contare i grammi coi sentimenti
meglio farsi belli
essere in forma smagliante
apparire al proprio meglio
sembrare pronti
volenterosi
perché sta per arrivare.
07 September 2011
Mostrismo
Tutto ha una voce
tutto ha una luce
nel mondo vicino
più d'un respiro
tutto è una luce
tutto ti guarda
ti vede e ricorda
tutto a tua forma
gli sguardi attenti della gente
le foglie appena mosse delle rose
i passi e i rumori ti danzano attorno
un cerchio eterno di cui tu sei il centro
guarda il gioco della vita, e lanciati dentro;
per te si deforma
poi fiumi d'inchiostro
per scriver d'un mostro.
tutto ha una luce
nel mondo vicino
più d'un respiro
tutto è una luce
tutto ti guarda
ti vede e ricorda
tutto a tua forma
gli sguardi attenti della gente
le foglie appena mosse delle rose
i passi e i rumori ti danzano attorno
un cerchio eterno di cui tu sei il centro
guarda il gioco della vita, e lanciati dentro;
per te si deforma
poi fiumi d'inchiostro
per scriver d'un mostro.
06 September 2011
Giochi Di Luce
Giochi di luce mi accolgono
mentre torno sui miei passi
corvi neri e pettirossi
cantano e si scuotono
torvi lupi lungo il bosco
mi fissano e ringhiando
mischiano il mio sangue
quasi stesse ribollendo
porte d'aria ad ogni passo
si schiudon come petali
per chiudersi al passaggio
dei miei veloci passi.
mentre torno sui miei passi
corvi neri e pettirossi
cantano e si scuotono
torvi lupi lungo il bosco
mi fissano e ringhiando
mischiano il mio sangue
quasi stesse ribollendo
porte d'aria ad ogni passo
si schiudon come petali
per chiudersi al passaggio
dei miei veloci passi.
L'Ultima Esalazione
Ho vuotato le mie gocce
sulla sabbia sterile
mi nutro di rugiada
per rendermi invisibile.
sulla sabbia sterile
mi nutro di rugiada
per rendermi invisibile.
Survive To Life
In a liquid restoration
hang a grace of words
like many silly spiders
fight to survive to life;
mournful pale dancers
are to come and pray for pain;
many lambs instead of soldiers
will be slain in vain
isn't this a way for clay
to cover up the rainy day
a fatal sign of calm and rage
when empty covers fill a hole
and time has come to turn the page
and find the name to make a whole.
hang a grace of words
like many silly spiders
fight to survive to life;
mournful pale dancers
are to come and pray for pain;
many lambs instead of soldiers
will be slain in vain
isn't this a way for clay
to cover up the rainy day
a fatal sign of calm and rage
when empty covers fill a hole
and time has come to turn the page
and find the name to make a whole.
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8 - Senza Scivolar Nel Nulla
Se si può vedere oltre i vetri del tempo
vedo e come un suono lieto mi conforta
dal di fuori un sentimento
di silenzio e d'armonia;
qualcosa mi parla e non mi lascia aprire
le mie mani sul futuro;
non mi resta che una vaga ed indistinta
come un cielo variopinta
quieta furia disperata
di speranza
senza scivolar nel nulla
vivo quello che mi culla.
vedo e come un suono lieto mi conforta
dal di fuori un sentimento
di silenzio e d'armonia;
qualcosa mi parla e non mi lascia aprire
le mie mani sul futuro;
non mi resta che una vaga ed indistinta
come un cielo variopinta
quieta furia disperata
di speranza
senza scivolar nel nulla
vivo quello che mi culla.
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Tempo Inerte
In uno stato d'inerte tempo
carezza e colpo si rincorrono
come scoiattoli nell'erba
e attorno ai tronchi intrecciano
i loro disegni rossicci,
selvatici come nuvole
che fuggono dal vento
e si disperdono un attimo dopo
nell'immagine del nulla.
carezza e colpo si rincorrono
come scoiattoli nell'erba
e attorno ai tronchi intrecciano
i loro disegni rossicci,
selvatici come nuvole
che fuggono dal vento
e si disperdono un attimo dopo
nell'immagine del nulla.
05 September 2011
7 - Punto Universo
Simile a una linea
la tua schiena dorme
riempiendomi di gioia
di un pallido uniforme
a tratti legno o tramonto
vengono a spiegarmi
come sento ciò che sento;
ho trovato verità
cambierà tonalità
quasi fulgida caligine
che si stende sul tuo viso
come un prato di lentiggine
potrei leggervi le pagine del cielo
o capire qualcosa
di questo cielo terso
o del caotico universo.
la tua schiena dorme
riempiendomi di gioia
di un pallido uniforme
a tratti legno o tramonto
vengono a spiegarmi
come sento ciò che sento;
ho trovato verità
cambierà tonalità
quasi fulgida caligine
che si stende sul tuo viso
come un prato di lentiggine
potrei leggervi le pagine del cielo
o capire qualcosa
di questo cielo terso
o del caotico universo.
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50 Carezze
Senza Più
Non ho più tempo
devo andare
come reagisco
a questo esitare
le foglie frementi
mi fanno agitare.
devo andare
come reagisco
a questo esitare
le foglie frementi
mi fanno agitare.
03 September 2011
Oltre Le Nuvole
Tra le nuvole una dea
come un gambo d'orchidea
regge mura e contrafforti
un castello colorato
enorme maestoso, sprecato,
oltre le nuvole.
come un gambo d'orchidea
regge mura e contrafforti
un castello colorato
enorme maestoso, sprecato,
oltre le nuvole.
02 September 2011
Angelo Curioso
Sembra tutto spento
come un sipario sulle luci
le finestre e sulle strade
qualcuno mi ha esaudito e ha staccato la spina della frenesia.
Qualcuno che sa amare
grazie a chiunque sia.
Qualcuno mi ha sentito
e come un demone di gioia
ha riparato ai miei terrori
rincuorato la mia noia
qualcuno mi ha seguito
ed osservandomi capito,
qualcuno che sa amare
coi suoi cerchi mi ha lambito.
Ho come l'idea che se chiudessi gli occhi potrei sorprenderlo
ma lui mi fisserebbe
e i suoi occhi sono asole nel vuoto
vibranti pedane sopra un mare di nulla;
ho speso troppo tempo a cercare prove per scoprire le sirene
e ho dimenticato la mia vita di pirata
se l'ho mai avuta o se l'ho mai amata
e ora ho un pugno di squame tra le dita
e so che una ricerca non è mai finita
è una scelta come altre
chi non cerca muore
chi cerca strilla - vita! -
ma senza l'entusiasmo
delle onde che rifletto
guardo il mare spada in pugno
e senza fare altro aspetto;
qualcuno mi ha seguito
il mio angelo curioso
che mi spinge e mi sorprende
come un bimbo irrispettoso
non mi parla ma mi guarda
non mi tocca ma mi ispira
e so che mentre parlo al vento
la mia bocca lo respira.
La storia di un pirata inconsapevole. Di un pirata, dunque, colpevole.
come un sipario sulle luci
le finestre e sulle strade
qualcuno mi ha esaudito e ha staccato la spina della frenesia.
Qualcuno che sa amare
grazie a chiunque sia.
Qualcuno mi ha sentito
e come un demone di gioia
ha riparato ai miei terrori
rincuorato la mia noia
qualcuno mi ha seguito
ed osservandomi capito,
qualcuno che sa amare
coi suoi cerchi mi ha lambito.
Ho come l'idea che se chiudessi gli occhi potrei sorprenderlo
ma lui mi fisserebbe
e i suoi occhi sono asole nel vuoto
vibranti pedane sopra un mare di nulla;
ho speso troppo tempo a cercare prove per scoprire le sirene
e ho dimenticato la mia vita di pirata
se l'ho mai avuta o se l'ho mai amata
e ora ho un pugno di squame tra le dita
e so che una ricerca non è mai finita
è una scelta come altre
chi non cerca muore
chi cerca strilla - vita! -
ma senza l'entusiasmo
delle onde che rifletto
guardo il mare spada in pugno
e senza fare altro aspetto;
qualcuno mi ha seguito
il mio angelo curioso
che mi spinge e mi sorprende
come un bimbo irrispettoso
non mi parla ma mi guarda
non mi tocca ma mi ispira
e so che mentre parlo al vento
la mia bocca lo respira.
La storia di un pirata inconsapevole. Di un pirata, dunque, colpevole.
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6 - Oltre I Preludi
A volte solo a volte
le parole si accompagnano
tra loro quasi figlie
di una stessa madre
come una Natura
entità di grigioscuri
di nubi come attese
vedo rendersi sicuri
altri luoghi altre distese
come ali disattese
quasi soglie mai varcate
lungo sponde mai toccate
c'è chi non va oltre le proprie speranze di gioia
vivo di sintomi e di preludi levigati
se esistono fiori loro non li hanno toccati
se esiste speranza la loro è una noia
quasi una Natura
entità di bei sospiri
sento che mi nasce dal di dentro
e per la bocca aperta getta rami oltre le stelle
a volte solo a volte
le parole da sorelle
si stringono ai sospiri
della notte come d'ombra.
le parole si accompagnano
tra loro quasi figlie
di una stessa madre
come una Natura
entità di grigioscuri
di nubi come attese
vedo rendersi sicuri
altri luoghi altre distese
come ali disattese
quasi soglie mai varcate
lungo sponde mai toccate
c'è chi non va oltre le proprie speranze di gioia
vivo di sintomi e di preludi levigati
se esistono fiori loro non li hanno toccati
se esiste speranza la loro è una noia
quasi una Natura
entità di bei sospiri
sento che mi nasce dal di dentro
e per la bocca aperta getta rami oltre le stelle
a volte solo a volte
le parole da sorelle
si stringono ai sospiri
della notte come d'ombra.
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5 - Orizzonte
Bella come un sogno
notte, notte; notte giorno
la sua corta veste blu
mani piccole veloci
occhi grandi come noci
e belli e fieri
come dei sentieri
tra la duna il monte
un uomo che percorre
l'orizzonte.
notte, notte; notte giorno
la sua corta veste blu
mani piccole veloci
occhi grandi come noci
e belli e fieri
come dei sentieri
tra la duna il monte
un uomo che percorre
l'orizzonte.
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Non C'è Dignità
Non c'è dignità in ciò che sono
o non sono
né difetto o pregio
solo un vuoto senso di dissesto
un inspiegabile centro di dolore
in questo momento le pagine
smettono di voltarsi
il libro cade
un sorriso abbaglia il silenzio
finalmente posso aprirmi
ora che è notte
e nessuno mi farà
del male.
o non sono
né difetto o pregio
solo un vuoto senso di dissesto
un inspiegabile centro di dolore
in questo momento le pagine
smettono di voltarsi
il libro cade
un sorriso abbaglia il silenzio
finalmente posso aprirmi
ora che è notte
e nessuno mi farà
del male.
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Ciò Che Ossa Di Vetro Fa Per Noi
Linea nera sulla pelle
fiumi neri con ampi argini di plastica
comignoli più neri dell'interno della fabbrica.
Scricchiola la notte
come il vecchio Ossa-di-vetro
appena urta un uomo nuovo
sente scuotersi il destino
nella pancia di ciascuno
lui lo sente generoso
lui sta male per ognuno
lui s'inganna crede che
si possa rubar entro di sé
tutto quello che si vede
che si trova e che si chiede
dunque soffre al posto nostro
e noi perciò vediamo un mostro.
fiumi neri con ampi argini di plastica
comignoli più neri dell'interno della fabbrica.
Scricchiola la notte
come il vecchio Ossa-di-vetro
appena urta un uomo nuovo
sente scuotersi il destino
nella pancia di ciascuno
lui lo sente generoso
lui sta male per ognuno
lui s'inganna crede che
si possa rubar entro di sé
tutto quello che si vede
che si trova e che si chiede
dunque soffre al posto nostro
e noi perciò vediamo un mostro.
Sdentato
Sdentato come un sorriso
varco le porte
di un paradiso
tutto è terrestre, terreno
è d'aria sola, lui solo, ripieno.
varco le porte
di un paradiso
tutto è terrestre, terreno
è d'aria sola, lui solo, ripieno.
31 August 2011
4 - Due Volti
L'amore ha un doppio volto
il mio che lo cerca
il suo che mi fissa
in parentesi strette
e calde come coperte,
come un vecchio amico
o sicurezze certe.
Io lo cerco e lui mi ha già trovato
cerco il futuro dentro ad ogni passato
non è più una questione di tempo
non è più una questione di certezza
si tratta di cercare
consapevolezza.
Ma ciò che cerco è il non trovato
che dev'essere cercato
ciò che trovo è quasi rabbia
come un'isola di sole
la tempesta mi circonda
me la stringo come un cuore
quasi vicino ma così etereo
l'occhio del cielo mi guarda dal tifone
e io non so che il cuore è cento
cento e mille metri sopra me;
lo cerco in lontananza
come un sogno che non c'è.
Lui mi fissa
come un amante dei soli giorni belli
o la luce nello sguardo
la stranezza uno sbaglio
l'ingannevole bersaglio
un lanciatore di coltelli.
Lungo il filo serve quiete
nel deserto come sete
se ti perdi sei perduto
un sospiro e sarai muto
tutto il tempo di pensarci
ma un istante per sbagliare,
hai solo un buon respiro
e poi l'eternità del mare;
così chiudi gli occhi assieme a me
perché pure questo è amore.
il mio che lo cerca
il suo che mi fissa
in parentesi strette
e calde come coperte,
come un vecchio amico
o sicurezze certe.
Io lo cerco e lui mi ha già trovato
cerco il futuro dentro ad ogni passato
non è più una questione di tempo
non è più una questione di certezza
si tratta di cercare
consapevolezza.
Ma ciò che cerco è il non trovato
che dev'essere cercato
ciò che trovo è quasi rabbia
come un'isola di sole
la tempesta mi circonda
me la stringo come un cuore
quasi vicino ma così etereo
l'occhio del cielo mi guarda dal tifone
e io non so che il cuore è cento
cento e mille metri sopra me;
lo cerco in lontananza
come un sogno che non c'è.
Lui mi fissa
come un amante dei soli giorni belli
o la luce nello sguardo
la stranezza uno sbaglio
l'ingannevole bersaglio
un lanciatore di coltelli.
Lungo il filo serve quiete
nel deserto come sete
se ti perdi sei perduto
un sospiro e sarai muto
tutto il tempo di pensarci
ma un istante per sbagliare,
hai solo un buon respiro
e poi l'eternità del mare;
così chiudi gli occhi assieme a me
perché pure questo è amore.
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50 Carezze,
A-N-V
Non-Staticità
La non staticità dell'evolvere in fiducia
brucia come lampi di una bianca equilibrista
l'origine del tempo è come il tetto del mondo
un mito lontano quanto la fertilità
il mondo giace inusitato come un'antichità
l'abitudine svolazza come insulti su uno specchio
cede i colpi al tempo come una sincerità
quasi statica ritorna ormai evoluta in sazietà.
Ogni luce ha una sua impronta
una corona sulla luna
quella dama che rimprovera
i suoi stessi lati oscuri
quasi un'ombra di medaglia
l'altra faccia è un altro premio
testa o croce non si sbaglia
questo è quello che ci resta
mentre il nero falso e vero
si ritorce sul creatore
cui rispondono gli eoni
con segnali di dolore;
quando le concentricità
si chiuderanno sull'inizio
quel futuro come un seme
sottoterra schiuderà.
brucia come lampi di una bianca equilibrista
l'origine del tempo è come il tetto del mondo
un mito lontano quanto la fertilità
il mondo giace inusitato come un'antichità
l'abitudine svolazza come insulti su uno specchio
cede i colpi al tempo come una sincerità
quasi statica ritorna ormai evoluta in sazietà.
Ogni luce ha una sua impronta
una corona sulla luna
quella dama che rimprovera
i suoi stessi lati oscuri
quasi un'ombra di medaglia
l'altra faccia è un altro premio
testa o croce non si sbaglia
questo è quello che ci resta
mentre il nero falso e vero
si ritorce sul creatore
cui rispondono gli eoni
con segnali di dolore;
quando le concentricità
si chiuderanno sull'inizio
quel futuro come un seme
sottoterra schiuderà.
3 - Muro
Quando la schiena si erge
come un muro di mattoni
solitario come il tempo
oltre al quale solo il vento
chiude a siepe circolare
dentro il collo la mia sete
le mie cose le mie voci
sono candide assetate
e non so come fermarmi;
quando la schiena si erge
la paura che non torni
è più forte del silenzio
e vi cede un altro abbraccio
perché non esiste altro
o altro non esisterà
spero che non potranno
ergere più muri di quanti non potremo
viscere più ampie di un orrore che viviamo
spero che non sapranno
ucciderci più velocemente di quanto non faremo
chiusi nel silenzio grazie al quale ci ignoriamo.
Quando abbasso lo sguardo
vedo il muro che collassa
la tua schiena si rilassa
e l'orrore è già un ricordo.
come un muro di mattoni
solitario come il tempo
oltre al quale solo il vento
chiude a siepe circolare
dentro il collo la mia sete
le mie cose le mie voci
sono candide assetate
e non so come fermarmi;
quando la schiena si erge
la paura che non torni
è più forte del silenzio
e vi cede un altro abbraccio
perché non esiste altro
o altro non esisterà
spero che non potranno
ergere più muri di quanti non potremo
viscere più ampie di un orrore che viviamo
spero che non sapranno
ucciderci più velocemente di quanto non faremo
chiusi nel silenzio grazie al quale ci ignoriamo.
Quando abbasso lo sguardo
vedo il muro che collassa
la tua schiena si rilassa
e l'orrore è già un ricordo.
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50 Carezze
29 August 2011
2 - Invernale
Ascolta con me,
semplicemente silenzio,
ogni luce ha il suo risvolto di suoni a colorare di gioia le emozioni estive
cercando controluce nei tuoi sguardi di freschezza
qualcosa per lasciarmi libertà di andare oltre
questa coltre d'emozioni puramente negative
che mi guidino selvagge sulla cresta d'una brezza
non pensavo ci volesse tanto
per far di me una complice carezza.
Alcune cose danzano
altre no,
alcune cose si muovono
altre non hanno gambe e pensieri
e mentre il cielo si chiude ed incupisce
io bramo l'inverno
e le sue tiepide strette
le sue mani e le sue fitte,
e ti vedo come in lui
come non ho visto mai,
e ti guardo attentamente
nel futuro che vorrei.
semplicemente silenzio,
ogni luce ha il suo risvolto di suoni a colorare di gioia le emozioni estive
cercando controluce nei tuoi sguardi di freschezza
qualcosa per lasciarmi libertà di andare oltre
questa coltre d'emozioni puramente negative
che mi guidino selvagge sulla cresta d'una brezza
non pensavo ci volesse tanto
per far di me una complice carezza.
Alcune cose danzano
altre no,
alcune cose si muovono
altre non hanno gambe e pensieri
e mentre il cielo si chiude ed incupisce
io bramo l'inverno
e le sue tiepide strette
le sue mani e le sue fitte,
e ti vedo come in lui
come non ho visto mai,
e ti guardo attentamente
nel futuro che vorrei.
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50 Carezze,
Speciale
28 August 2011
1 - Narciso
Uso il tuo profilo come aria a volte
macchie bianche vere o false
cingono d'abbraccio i gesti quieti
dell'attimo che vide
come il cuore mio risolse.
Sono il pallido riflesso
che ti parla con un foglio
lasciando grondare sorrisi di luce
le labbra con cui pettini i capelli del sole
si schiudono a narciso
sulla soglia d'un sorriso.
macchie bianche vere o false
cingono d'abbraccio i gesti quieti
dell'attimo che vide
come il cuore mio risolse.
Sono il pallido riflesso
che ti parla con un foglio
lasciando grondare sorrisi di luce
le labbra con cui pettini i capelli del sole
si schiudono a narciso
sulla soglia d'un sorriso.
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50 Carezze
Criceti
Vivi di un'identità indistinta
fisso nella luna variopinta
corrono criceti
nella ruota dei profeti
tutti gli uomini affamati
che per essere spietati
spezzano la lancia
su una vita di rinuncia.
fisso nella luna variopinta
corrono criceti
nella ruota dei profeti
tutti gli uomini affamati
che per essere spietati
spezzano la lancia
su una vita di rinuncia.
25 August 2011
Rendimi
Scendo
su di me sono un silenzio
uno sguardo chino
testa che gira
un collo debole
così girando
svengo
su di me come un silenzio
una goccia con le nocche mi coinvolge nel suo mite andare giù
senza misteriosamente più nessuna gravità
cado come un collo sotto l'aria fine
tagliata a fette lunghe da un'argentea ghigliottina.
Questa non è un'immagine di morte
la fine non c'entra nulla in tutto questo
è solo un punto scomodo
su cui ruota tutto il resto
un baricentro immaginario su cui inciampano le cose
pur di aprirsi per un giorno come i petali e le rose.
Mi sento quasi falso quasi stanco
ma sto perdendo lentamente ogni oggetto attorno a me
nessuna funzione nessuna finzione che sollievo dia
né una stella né una luna che mi dica quale via
mi sottragga da ogni cosa per poi rendermi alla mia.
su di me sono un silenzio
uno sguardo chino
testa che gira
un collo debole
così girando
svengo
su di me come un silenzio
una goccia con le nocche mi coinvolge nel suo mite andare giù
senza misteriosamente più nessuna gravità
cado come un collo sotto l'aria fine
tagliata a fette lunghe da un'argentea ghigliottina.
Questa non è un'immagine di morte
la fine non c'entra nulla in tutto questo
è solo un punto scomodo
su cui ruota tutto il resto
un baricentro immaginario su cui inciampano le cose
pur di aprirsi per un giorno come i petali e le rose.
Mi sento quasi falso quasi stanco
ma sto perdendo lentamente ogni oggetto attorno a me
nessuna funzione nessuna finzione che sollievo dia
né una stella né una luna che mi dica quale via
mi sottragga da ogni cosa per poi rendermi alla mia.
24 August 2011
Colperdonami
Ogni pensiero
come un lampo a ciel sereno
è pretesto d'un simbolico
mi piega a significare
ciò che sono o che non sono
morte e vita sono uguali
sono colpe d'un perdono.
come un lampo a ciel sereno
è pretesto d'un simbolico
mi piega a significare
ciò che sono o che non sono
morte e vita sono uguali
sono colpe d'un perdono.
La Tela
Più api sotto i miei colori
più amori più destini desolati amori
con una candida chimera stretta sottomano
corro devastato lungo i fili che dipano
sono il ragno dentro l'erba soffocata dalla neve
è giunto l'inverno e io non sono uscito;
non è stato caldo a lungo e io non ho raccolto
ora qui a morir di fame sotto fiocchi senza volto.
Più farfalle sotto i miei artigli
più rose lungo i petali dei gigli
i colori del tramonto sono sempre più vermigli
e io mi perdo tutto a parte un celestiale azzurro
che traspare dalla neve senza l'ira di un sussurro
ma mi basta a soffocare
ma mi basta ad aver fame
perché ho fatto la corona con pochi fili grigi
ho vissuto sulla schiena come una coccinella zoppa
resto sempre solo e solamente un ragno
irradiando le corone un invisibile disegno
fingendo che la neve sia soffitto del mio regno.
E quando la neve preme è come un cielo che cade
un cielo nero e cupo
come l'ombra di un dirupo
che s'abbatte al suolo e fugge
soffocando mi distrugge;
sono una farfalla sul vetro
e ciò che ne resta su una foglia d'orchidea
cieco e sordo per aver visto
troppo d'una dea,
ma questo non mi basta
la mia fame è troppo grande
il dolore dietro il centro si disvela
aspetto di fermarmi attorno al centro della tela.
più amori più destini desolati amori
con una candida chimera stretta sottomano
corro devastato lungo i fili che dipano
sono il ragno dentro l'erba soffocata dalla neve
è giunto l'inverno e io non sono uscito;
non è stato caldo a lungo e io non ho raccolto
ora qui a morir di fame sotto fiocchi senza volto.
Più farfalle sotto i miei artigli
più rose lungo i petali dei gigli
i colori del tramonto sono sempre più vermigli
e io mi perdo tutto a parte un celestiale azzurro
che traspare dalla neve senza l'ira di un sussurro
ma mi basta a soffocare
ma mi basta ad aver fame
perché ho fatto la corona con pochi fili grigi
ho vissuto sulla schiena come una coccinella zoppa
resto sempre solo e solamente un ragno
irradiando le corone un invisibile disegno
fingendo che la neve sia soffitto del mio regno.
E quando la neve preme è come un cielo che cade
un cielo nero e cupo
come l'ombra di un dirupo
che s'abbatte al suolo e fugge
soffocando mi distrugge;
sono una farfalla sul vetro
e ciò che ne resta su una foglia d'orchidea
cieco e sordo per aver visto
troppo d'una dea,
ma questo non mi basta
la mia fame è troppo grande
il dolore dietro il centro si disvela
aspetto di fermarmi attorno al centro della tela.
11 August 2011
Nero
L'arco dà la morte e dà la vita
come un dio ci passa sopra oppure dentro
come un fantasma per lui non esistiamo
non siamo che il nero
nell'arcobaleno che vomitiamo.
come un dio ci passa sopra oppure dentro
come un fantasma per lui non esistiamo
non siamo che il nero
nell'arcobaleno che vomitiamo.
Pulviscolo
Le mani che gestisco mi si rivoltano contro
i gesti che compio sono estranei
le collisioni sono sensazioni vuote su di un corpo vuoto
guardo il cielo la notte sperando in una meteora
e come lei mi rotolo nel letto
sognando di cadere,
ma nel mio vuoto non si cade
perché non c'è un per terra,
non c'è nulla che attragga nulla,
solo un'insensato caos di muti atomi di cenere.
i gesti che compio sono estranei
le collisioni sono sensazioni vuote su di un corpo vuoto
guardo il cielo la notte sperando in una meteora
e come lei mi rotolo nel letto
sognando di cadere,
ma nel mio vuoto non si cade
perché non c'è un per terra,
non c'è nulla che attragga nulla,
solo un'insensato caos di muti atomi di cenere.
09 August 2011
Eppure
Eppure chiudo gli occhi quando la porta che ho chiuso con violenza sbatte
sugli stipiti di legno che mi guardano con odio
ma sono stato io, che paura ho
o forse è stato un altro
che tra poco incontrerò.
sugli stipiti di legno che mi guardano con odio
ma sono stato io, che paura ho
o forse è stato un altro
che tra poco incontrerò.
03 August 2011
Raggi
Come tra le foglie
tra le righe noi viviamo
sotterfugi silenziosi
tra le costole scorriamo
chi ci vede
ha la saggezza
di scappare più lontano
e noi scendendo dalle cime
per la nebbia
ricordiamo
che quei giorni
queste notti
che ormai conosciamo bene
sono persi
labirinti
sotto mille lune piene
il tempo corre
io cammino
sono vecchio
lui bambino
ha tutto il tempo
di aspettarmi
non lo fa perché ho tradito
e invece di parlare
ho puntato solo un dito
se c'è scampo
non ne avremo
se c'è vita
moriremo
perché forte come un vizio
con la notte va il giudizio
noi sfuggenti ombre furtive
noi gelose noi cattive
pur cantando ad alta voce
non è gioia ma dolore
perché non trovando pace
non vogliam sentirci il cuore
noi chi siamo
lo saremo
il tempo è un cerchio
in cui morremo
sospirando un bel ti amo
sul suo fondo poseremo
noi del giorno siamo paggi
della luna siamo raggi.
tra le righe noi viviamo
sotterfugi silenziosi
tra le costole scorriamo
chi ci vede
ha la saggezza
di scappare più lontano
e noi scendendo dalle cime
per la nebbia
ricordiamo
che quei giorni
queste notti
che ormai conosciamo bene
sono persi
labirinti
sotto mille lune piene
il tempo corre
io cammino
sono vecchio
lui bambino
ha tutto il tempo
di aspettarmi
non lo fa perché ho tradito
e invece di parlare
ho puntato solo un dito
se c'è scampo
non ne avremo
se c'è vita
moriremo
perché forte come un vizio
con la notte va il giudizio
noi sfuggenti ombre furtive
noi gelose noi cattive
pur cantando ad alta voce
non è gioia ma dolore
perché non trovando pace
non vogliam sentirci il cuore
noi chi siamo
lo saremo
il tempo è un cerchio
in cui morremo
sospirando un bel ti amo
sul suo fondo poseremo
noi del giorno siamo paggi
della luna siamo raggi.
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Speciale
02 August 2011
Notti Tranquille
Troppo tempo fa
ero solito avere cattivi pensieri
sono crudele infame insaziabile
ma no, questo era ieri.
Troppo tempo fa
avevo spesso sogni di molto
di molto più svegli di me
e sapevo ciò che so
che stavo dormendo accanto al mio assassino
su letti diversi
ma sullo stesso cuscino
e io sono stanco,
non dormo da una vita
sono stanco, distrutto
che non ho nemmeno
la forza di lamentarmi
per non parlare di svegliarmi
voglio dormire in eterno
superare indenne erede delle colpe
il silenzio della vita e svegliarmi a fine giorno,
sono così stanco
stanco morto, anche se
la notte è già passata
non mi sveglierà mai
nemmeno una pugnalata.
La Morte
Non ho nulla contro di te
non ho nulla contro la morte.
Semplicemente guardo il sangue uscire
prepotente grida come un mondo d'odio
come un regno in guerra
come un demone di terra
che mi preme sulla bocca
la sua mano fredda e forte
non so proprio come odiarti
né tu né lei, la sorella mia la morte.
31 July 2011
Catena Di Brividi
Dall'alto del mio rogo
io soffro di vertigini
mi sporgo dalla cera
mi copro dei miei brividi
non si può sempre usare la paura come un mantello di tuoni
guardo in alto e mi lascio colare lungo il mento il collo i fulmini
guardo quanto il suolo è piccolo e trovo lì i miei lividi
non si può chiedere al dolore di afferrar ciò che perdoni
non hai mai scelto veramente finché non ti soffi addosso
spegnendo la candela di cui pallido riflesso
sei da sempre e rimarrai sino al giorno del decesso.
io soffro di vertigini
mi sporgo dalla cera
mi copro dei miei brividi
non si può sempre usare la paura come un mantello di tuoni
guardo in alto e mi lascio colare lungo il mento il collo i fulmini
guardo quanto il suolo è piccolo e trovo lì i miei lividi
non si può chiedere al dolore di afferrar ciò che perdoni
non hai mai scelto veramente finché non ti soffi addosso
spegnendo la candela di cui pallido riflesso
sei da sempre e rimarrai sino al giorno del decesso.
30 July 2011
Accecamento
Quasi immobile
conto le nocciole
mi perdo nei numeri nei calcoli
nei noccioli più piccoli
legno dopo legno ogni fibra tesa
ad essere una corda del male
con l'acqua alla gola
con l'aria che manca
con la terra che sfugge
col fuoco che distrugge
tutto ciò che abbiamo
ogni cosa ci mancherà
e tutto quello che ci resta
il vento ruberà.
Quasi immobile
conto le stille
seguo con malinconica morbosità
due immagini farfalle
che inganno ahimé la sorte
e la vita in generale
che inganno ahimé la nascita
di ogni cosa.
Tutto è presente.
A me, ora,
con ferma insistenza bussano gli oggetti
e tutte le persone accanto a me nel mondo
sono improvvisamente morti che camminano
le cose si muovono quando nessuno le guarda
e io bambino ci credevo quasi
volevo crederlo,
forse per sentirmi meno solo,
preso sul serio,
capito da infiniti scrutatori muti
che dal basso della loro inesistenza
potessero giudicarmi degno della mia.
Chiudo gli occhi
e capisco che erano già chiusi
li riapro, e capisco
che dovrò riaprirli cento volte ancora
prima di abituarmi
al solito consueto
accecante buio.
conto le nocciole
mi perdo nei numeri nei calcoli
nei noccioli più piccoli
legno dopo legno ogni fibra tesa
ad essere una corda del male
con l'acqua alla gola
con l'aria che manca
con la terra che sfugge
col fuoco che distrugge
tutto ciò che abbiamo
ogni cosa ci mancherà
e tutto quello che ci resta
il vento ruberà.
Quasi immobile
conto le stille
seguo con malinconica morbosità
due immagini farfalle
che inganno ahimé la sorte
e la vita in generale
che inganno ahimé la nascita
di ogni cosa.
Tutto è presente.
A me, ora,
con ferma insistenza bussano gli oggetti
e tutte le persone accanto a me nel mondo
sono improvvisamente morti che camminano
le cose si muovono quando nessuno le guarda
e io bambino ci credevo quasi
volevo crederlo,
forse per sentirmi meno solo,
preso sul serio,
capito da infiniti scrutatori muti
che dal basso della loro inesistenza
potessero giudicarmi degno della mia.
Chiudo gli occhi
e capisco che erano già chiusi
li riapro, e capisco
che dovrò riaprirli cento volte ancora
prima di abituarmi
al solito consueto
accecante buio.
19 July 2011
Stella Morente
(stella)
Ormai
svanito.
Esploso.
Dispersa integrità.
Scomparsa eternità.
Vorrei avere meno tempo
per fuggire l'afflizione
che divora tutto
incluso me.
Ogni tortura dolcemente
strappa verità e menzogne
da ogni labbro che rompe
col suo grossolano pugno.
E poi vedo:
IO STO MORENDO.
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Speciale
Sopraffazione
Questo freddo mi prende
questo gelo cui non posso dare un nome
che è sempre in me
ma non è mio
sempre costantemente in me
come un parassita
mi si insinua tra le dita
congelandomi le mani
in una morsa spaventosa;
questa nausea mi prende
con sconvolgente sincerità
tocco qualche dettaglio
e lo sento,
ma non è mio
non è mio
sento con le lacrime
degli occhi che sto per
disperdermi. Diventerò
una nebulosa perché
nuove stelle nascano.
Muoiono le piante piccole
perché i fiori sopravvivano.
Sento io vuoto sopraffarmi
lentamente
mi disperdo.
questo gelo cui non posso dare un nome
che è sempre in me
ma non è mio
sempre costantemente in me
come un parassita
mi si insinua tra le dita
congelandomi le mani
in una morsa spaventosa;
questa nausea mi prende
con sconvolgente sincerità
tocco qualche dettaglio
e lo sento,
ma non è mio
non è mio
sento con le lacrime
degli occhi che sto per
disperdermi. Diventerò
una nebulosa perché
nuove stelle nascano.
Muoiono le piante piccole
perché i fiori sopravvivano.
Sento io vuoto sopraffarmi
lentamente
mi disperdo.
18 July 2011
Cupo Più Del Sole Nero
Odore di legno bagnato
e funghi, muffa
mentre muoiono gli sguardi
e sui loro cadaveri
ronzano sospiri pallidi
nessuno dica nulla
nessuno apra bocca
rispettate la quiete
temete la vibrazione.
Devo smettere.
Devo fermarmi.
Non so cosa ci sia ma c'è qualcosa
si muove
mi inquieta e attrae,
non so fermarmi
un sole nero piovra
comincia a bruciarmi
fa male.
Fa male.
Ma non come dovrebbe
sono triste
perché so cosa mi merito
e sono cupo più del sole nero.
Nero più del sole cupo
non so come oppormi
alla mia fatale pressione
le tempie scoppiano
pulsano forsennate
attraendomi nell'ombra;
mentre non so nulla
vago altrove
e non so chi sono, non più,
mai più,
mi spengo
collasso
non so come definirmi
determinarmi
tagliare i miei contorni
mettere una pietra miliare
nel mio cuore triste
come me.
Addio;
a tutti,
tutti quanti,
addio.
e funghi, muffa
mentre muoiono gli sguardi
e sui loro cadaveri
ronzano sospiri pallidi
nessuno dica nulla
nessuno apra bocca
rispettate la quiete
temete la vibrazione.
Devo smettere.
Devo fermarmi.
Non so cosa ci sia ma c'è qualcosa
si muove
mi inquieta e attrae,
non so fermarmi
un sole nero piovra
comincia a bruciarmi
fa male.
Fa male.
Ma non come dovrebbe
sono triste
perché so cosa mi merito
e sono cupo più del sole nero.
Nero più del sole cupo
non so come oppormi
alla mia fatale pressione
le tempie scoppiano
pulsano forsennate
attraendomi nell'ombra;
mentre non so nulla
vago altrove
e non so chi sono, non più,
mai più,
mi spengo
collasso
non so come definirmi
determinarmi
tagliare i miei contorni
mettere una pietra miliare
nel mio cuore triste
come me.
Addio;
a tutti,
tutti quanti,
addio.
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Speciale
Venatura Nel Legno
Solo come una venatura
nel legno scheggiato
che balla vibrante
come una ragnatela
caramellosa, dolciastra
e scivolosa, appiccicosa
come una cupa morte
inorridita tra le dita;
apro le mie mani
e cerco di intimidirmi
di commuovermi
con tutta la solennità di cui so coprirmi
mi avvolge
come una nebulosa nera
e grigia, difficile
indecifrabile
criptica come una gioconda
l'orrore che vedo
mentre mi guardo
mi segna
mi scava
m'incide come un fiume d'edera
che entra e fa presa
si espande e allarga come una foglia al sole
e innocentemente
comunque mi fa male;
tu ti svegli la mattina
sorridi
apri le finestre, sbadigli
e ignara nella tua bellezza
mi uccidi con fermezza.
Non oso
mi trattengo
ma qualunque cosa io faccia
sanguino
soffro
soffoco le mie languide,
lagunose lacrime,
mentre le luna,
buona, sorge benevola.
Caos dolce, tornato il vento
è un tornado
e io briciola
moscerino nell'occhio
di qualcuno
molto più bello
più degno
più altrimenti immacolato
di me.
nel legno scheggiato
che balla vibrante
come una ragnatela
caramellosa, dolciastra
e scivolosa, appiccicosa
come una cupa morte
inorridita tra le dita;
apro le mie mani
e cerco di intimidirmi
di commuovermi
con tutta la solennità di cui so coprirmi
mi avvolge
come una nebulosa nera
e grigia, difficile
indecifrabile
criptica come una gioconda
l'orrore che vedo
mentre mi guardo
mi segna
mi scava
m'incide come un fiume d'edera
che entra e fa presa
si espande e allarga come una foglia al sole
e innocentemente
comunque mi fa male;
tu ti svegli la mattina
sorridi
apri le finestre, sbadigli
e ignara nella tua bellezza
mi uccidi con fermezza.
Non oso
mi trattengo
ma qualunque cosa io faccia
sanguino
soffro
soffoco le mie languide,
lagunose lacrime,
mentre le luna,
buona, sorge benevola.
Caos dolce, tornato il vento
è un tornado
e io briciola
moscerino nell'occhio
di qualcuno
molto più bello
più degno
più altrimenti immacolato
di me.
17 July 2011
Aspettativa
Il suono della pioggia
sulla lamiera mi cullerebbe
se ci fosse qualcosa da cullare
sono un bozzolo di falena
ma è appena la mattina
e io resto al sicuro finché la luna piena
venga su di me a bussare
a chiedermi d'amare,
con dolcezza,
con cautela.
Continuo
ad aver paura.
sulla lamiera mi cullerebbe
se ci fosse qualcosa da cullare
sono un bozzolo di falena
ma è appena la mattina
e io resto al sicuro finché la luna piena
venga su di me a bussare
a chiedermi d'amare,
con dolcezza,
con cautela.
Continuo
ad aver paura.
16 July 2011
Facilità
C'è una cosa da dire
voglio dire
voglio dirti
per sorriderti aiutarti
e tu con quel sorriso
scricchioli via le nuvole da me
con una facilità.
voglio dire
voglio dirti
per sorriderti aiutarti
e tu con quel sorriso
scricchioli via le nuvole da me
con una facilità.
08 July 2011
Muta Stasi
Pensieri dentro me che danzano
si sentono a ragione prigionieri della mente
destrieri di parole che si affollano e risposte
domande si confondono su frasi sovrapposte
nemmeno una sillaba conosce come uscire
nemmeno un'immagine può farsi disegnare
il mutismo statico
è la reazione al nulla empatico
la muta stasi di cui avvolgo
le mie mani la mia lingua
con inesorabile determinazione
il cuore mio dissangua.
si sentono a ragione prigionieri della mente
destrieri di parole che si affollano e risposte
domande si confondono su frasi sovrapposte
nemmeno una sillaba conosce come uscire
nemmeno un'immagine può farsi disegnare
il mutismo statico
è la reazione al nulla empatico
la muta stasi di cui avvolgo
le mie mani la mia lingua
con inesorabile determinazione
il cuore mio dissangua.
30 June 2011
Pharmaco
Arriva la notte in cui
mi sporgo dalla finestra, inspiro, e traggo un dolce intimo dolcissimo
sorso di meravigliosa Morte.
La sento scorrere dentro di me
l'ho deglutita per sbaglio mentre sbadigliavo
come una medicina
piccante, certo,
ma dono d'un dottore che mi vuole bene.
mi sporgo dalla finestra, inspiro, e traggo un dolce intimo dolcissimo
sorso di meravigliosa Morte.
La sento scorrere dentro di me
l'ho deglutita per sbaglio mentre sbadigliavo
come una medicina
piccante, certo,
ma dono d'un dottore che mi vuole bene.
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Scheggia D'Essenza
29 June 2011
Visioni Di Tramonto
Si schiudono le livide visioni del tramonto
mi sono sporto sul balcone me l'hai chiesto tu
e ti ho guardata a lungo,
e tu eri proprio lì,
non sai
cos'ho pensato
quanto ho sorriso
quanti attimi ho sprecato a ricordarmi del tuo viso.
mi sono sporto sul balcone me l'hai chiesto tu
e ti ho guardata a lungo,
e tu eri proprio lì,
non sai
cos'ho pensato
quanto ho sorriso
quanti attimi ho sprecato a ricordarmi del tuo viso.
28 June 2011
18 June 2011
Speak Aside
Inwards the stakes return
inwards the cloaks conceal
what needn't to be said
my chest sprung open wide
the sunset spoke aside
but said nothing to me
nor any spoke for him
nor nothing did tell me
what for I had to smile
and not to cruelly grin.
inwards the cloaks conceal
what needn't to be said
my chest sprung open wide
the sunset spoke aside
but said nothing to me
nor any spoke for him
nor nothing did tell me
what for I had to smile
and not to cruelly grin.
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17 June 2011
Senza Pietà
Mi ha leccato via la pelle da sotto i piedi
e tutte le energie
per inerzia le mie piume flettono
le mani scivolano sull'acque caute
come foglie di luce si posano ferme
si posano stanche
pallide bianche
ma mani di luna non è qui per te
milioni di cerchi al cui centro c'è quello
il giorno nascosto
ed il giorno più bello
ad ogni azione un movimento
una reazione uguale e opposta
voglio sentire e amare l'attrito
quando il pugno cadrà sulla superficie
voglio sentire e amare la forza
che mi dilaterà le nocche
e le iridi,
voglio che un arcobaleno di sangue
imploda in fulmini concentrici
là dove adesso quella falsa quiete
mina alla radice la mia rabbia d'esistere
non c'è altra notte a parte questa
non c'è altra luna che mai ci guarderà
tu non puoi più scorrere via
siamo solo tu e un io senza pietà.
e tutte le energie
per inerzia le mie piume flettono
le mani scivolano sull'acque caute
come foglie di luce si posano ferme
si posano stanche
pallide bianche
ma mani di luna non è qui per te
milioni di cerchi al cui centro c'è quello
il giorno nascosto
ed il giorno più bello
ad ogni azione un movimento
una reazione uguale e opposta
voglio sentire e amare l'attrito
quando il pugno cadrà sulla superficie
voglio sentire e amare la forza
che mi dilaterà le nocche
e le iridi,
voglio che un arcobaleno di sangue
imploda in fulmini concentrici
là dove adesso quella falsa quiete
mina alla radice la mia rabbia d'esistere
non c'è altra notte a parte questa
non c'è altra luna che mai ci guarderà
tu non puoi più scorrere via
siamo solo tu e un io senza pietà.
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